L’Italia, un tempo sorvegliata speciale in tema di Non-Performing Exposure (NPE), presenta oggi un quadro di sorprendente stabilità. Il sistema bancario ha infatti registrato una riduzione strutturale dell’NPE ratio, ossia la percentuale di crediti deteriorati sul totale delle esposizioni verso la clientela. Un valore più elevato di questo rapporto segnala una maggiore incidenza del rischio di credito nel portafoglio bancario. Attualmente, l’NPE ratio delle banche italiane si attesta sotto il 2%, risultato raggiunto grazie a interventi regolamentari, strategie di derisking e una maggiore prudenza nell’erogazione del credito. Nonostante il contesto macroeconomico incerto, i flussi di nuovo deteriorato restano contenuti e la qualità complessiva del credito si mantiene su livelli solidi.
Stress test e debolezze sistemiche in Francia e Germania
Il focus si sposta ora su Francia e Germania, dove si osservano segnali crescenti di fragilità. A seguito dei più recenti stress test condotti dalla BCE (i.e., simulazioni per verificare la resistenza di una banca a scenari economici avversi), diversi istituti bancari di entrambi i Paesi sono usciti con valutazioni poco rassicuranti. In particolare, gli stress test hanno evidenziato una sensibilità elevata a scenari avversi, con potenziali impatti negativi sulla qualità del credito, sul capitale e sulla redditività. Gli esiti hanno messo in luce un’insufficiente capacità di assorbimento di eventuali shock in alcuni segmenti del mercato, in particolare nelle esposizioni corporate e immobiliari.
In Francia, il rallentamento economico e la compressione dei margini per le PMI stanno già contribuendo a un aumento delle esposizioni a rischio. Le banche francesi, storicamente meno colpite dagli NPE, registrano ora una crescita delle posizioni classificate in stage 2 – ovvero crediti con rischio significativamente aumentato, ma non ancora in default – accompagnata da un incremento delle rettifiche di valore. Particolare attenzione è rivolta al settore immobiliare commerciale, che comincia a evidenziare segnali di tensione.
Anche in Germania, la crisi energetica, l’inflazione persistente e la contrazione dell’export industriale stanno mettendo a dura prova la solidità dei portafogli creditizi. In particolare, gli istituti regionali e le banche cooperative segnalano un aumento delle esposizioni deteriorate, soprattutto nei settori ciclici e immobiliari. I risultati degli stress test evidenziano una vulnerabilità sistemica che potrebbe tradursi, nei prossimi trimestri, in un incremento dell’NPE ratio.
In entrambi i Paesi, le autorità di vigilanza stanno rafforzando l’attenzione su provisioning, governance del rischio e modelli interni di early warning.
Il ritorno degli NPE tra vigilanza e sfide macroeconomiche
Mentre l’Italia beneficia di anni di risanamento, Francia e Germania devono affrontare rischi in aumento, riaprendo il dibattito sulla solidità del sistema bancario europeo. La gestione delle NPE sarà di nuovo al centro dell’attenzione tra banche, autorità di vigilanza (BCE, EBA e quelle nazionali) e investitori, con particolare focus sulla trasparenza dei bilanci e sulla solidità patrimoniale.
06.06.2025