29.05.2026 Icon

Dal Listing Act al TUF: l’Europa ridisegna le regole della ricerca finanziaria

Più trasparenza nella ricerca in materia di investimenti, maggiori poteri di vigilanza per la Consob e nuove misure per favorire l’accesso delle PMI ai mercati dei capitali: sono questi i principali obiettivi del d.lgs. 86/2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2026, che recepisce la direttiva (UE) 2024/2811 e adegua l’ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2024/2809, nell’ambito del più ampio progetto europeo denominato “Listing Act”. L’intervento normativo mira a rendere il mercato dei capitali più attrattivo e competitivo, introducendo al contempo regole più puntuali sulla produzione e distribuzione della ricerca finanziaria.

Decreto legislativo 29 aprile 2026, n. 86 (G.U. n. 116 del 21 maggio 2026).

Ricerca finanziaria: tra innovazione e tutela degli investitori

Tra le novità di maggiore rilievo introdotte dal decreto spicca il nuovo art. 21-bis del Testo Unico della Finanza, che ridefinisce la disciplina della ricerca in materia di investimenti. L’obiettivo è rafforzare la qualità e l’affidabilità delle analisi finanziarie, imponendo che siano chiare, corrette e facilmente riconoscibili.

La riforma introduce un quadro più organico e trasparente, disciplinando sia le modalità di remunerazione dei servizi di ricerca e sia gli obblighi informativi verso gli investitori. In tale contesto assume particolare importanza la possibilità di prevedere forme di pagamento congiunto dei servizi di esecuzione e ricerca, nel tentativo di favorire una più ampia diffusione delle analisi di mercato, senza compromettere trasparenza, indipendenza e controllo dei conflitti di interesse.

La Consob al centro della nuova governance della ricerca finanziaria

Analoga importanza assume la disciplina della “ricerca sponsorizzata dall’emittente”, ossia le analisi finanziarie svolte, in tutto o in parte, dalla società oggetto della valutazione. Si tratta di uno strumento pensato per ampliare la copertura informativa delle imprese, soprattutto delle PMI, ma che solleva inevitabili interrogativi in tema di indipendenza del giudizio e conflitti di interesse.

Pertanto, al fine di garantire un equilibrio tra sviluppo del mercato e tutela degli investitori, il legislatore europeo ne subordina la diffusione al rispetto di uno specifico codice di condotta, volto ad assicurare elevati standard di trasparenza e affidabilità.

Sotto altro profilo, invece, viene rafforzato il ruolo della Consob, chiamata ad assumere una funzione di vigilanza particolarmente incisiva. L’Autorità potrà, infatti, verificare la conformità delle ricerche sponsorizzate alle regole europee, sospenderne la distribuzione in caso di violazioni ed emettere avvertenze pubbliche nei confronti degli operatori inadempienti e ciò con l’obiettivo di consolidare la fiducia degli investitori nella qualità e nell’indipendenza delle informazioni diffuse sul mercato.

Il Listing Act apre le porte dei mercati alle PMI

In particolare, con riferimento alle PMI, il decreto guarda con attenzione al tema dell’accesso delle stesse al mercato dei capitali, da tempo considerato uno dei principali fattori di competitività del sistema economico europeo. L’obiettivo è ambizioso: ridurre gli ostacoli all’ingresso nei mercati finanziari senza arretrare sul terreno della trasparenza e della tutela degli investitori.

In questa direzione si colloca l’ampliamento della nozione di mercato di crescita per le PMI, che viene estesa anche ai segmenti dei sistemi multilaterali di negoziazione, nella prospettiva di offrire alle imprese percorsi di quotazione più flessibili e accessibili. La riforma introduce, inoltre, nuove regole per l’ammissione delle azioni alla negoziazione, tra cui il requisito di una capitalizzazione minima pari a un milione di euro. Si tratta di un intervento che riflette la volontà del legislatore europeo di favorire l’incontro tra imprese in cerca di risorse e investitori alla ricerca di opportunità, rafforzando al contempo l’affidabilità e l’attrattività del mercato.

Listing Act: un nuovo paradigma per i mercati europei

Delineati così i principali interventi introdotti dal Listing Act, emerge con chiarezza l’obiettivo perseguito dall’Unione europea: rafforzare un mercato dei capitali più efficiente, competitivo e capace di sostenere la crescita delle imprese. La riforma, infatti, non si limita a semplificare l’accesso ai finanziamenti, ma mira anche a consolidare la qualità, la trasparenza e l’affidabilità delle informazioni.

In questa prospettiva, la nuova disciplina della ricerca in materia di investimenti rappresenta uno degli aspetti più significativi: da un lato amplia la diffusione delle analisi finanziarie, dall’altro rafforza i presidi organizzativi e i poteri di vigilanza per garantire indipendenza, trasparenza e tutela degli investitori. La sfida è, dunque, trovare un equilibrio tra apertura del mercato e affidabilità dell’informazione. Da questo equilibrio dipenderà la capacità della riforma di trasformare la semplificazione normativa in un autentico fattore di crescita e fiducia per il sistema finanziario

Autore Arianna Antonella Corsaro

Partner

Milano

a.corsaro@lascalaw.com

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