25.05.2026

Tamburi va a Wall Street grazie a Bending Spoons

  • La Repubblica

Bending Spoons scalda i motori per sbarcare a Wall Street entro fine anno e la Tamburi Investment Partners (Tip) è l’unica azienda quotata italiana che permette di giocarsi l’Ipo dell’azienda negli Usa.
Il gruppo fondato da Luca Ferrari ha dato mandato a Goldman Sachs, Jp Morgan, Bofa, Bnp Paribas e Jefferies per il collocamento della società tecnologica, che secondo le stime potrebbe avere una capitalizzazione che oscilla tra 20 e 30 miliardi di dollari. Il primo investimento di Tip in Bending Spoons risale al 2019, poi il gruppo ha seguito diversi aumenti di capitale investendo complessivamente 65 milioni di euro per rilevare circa il 3% del capitale della società. Con l’ultimo aumento di capitale di Bending Spoons di fine ottobre, il gruppo guidato da Ferrari ha raccolto 710 milioni di euro, ricevendo una valutazione da 11 miliardi (prima dell’aumento di capitale riservato al collocamento). Con l’occasione Tip aveva venduto meno di un decimo della sua quota per far spazio ai nuovi soci, e aveva incassato 27 milioni di cui oltre 25 di plusvalenza, un’operazione che aveva permesso alla società guidata da Giovanni Tamburi di fissare a 300 milioni il valore in trasparenza della sua partecipazione nel gruppo. Morale, solo la quota di Bending Spoons – ai prezzi dello scorso ottobre – rappresenta un quinto della capitalizzazione di Tip – cifra che al minimo della forchetta stimata per la prossima Ipo salirebbe a circa un terzo del valore di mercato della holding, che tra le altre
quote possiede il 32,4% di Ovs, il 34% di Roche Bobois, il 23,1% di Elica, il 13,6% di Sesa, il 6,3% di Interpump, il 5,5% di Basicnet, il 3,3% di Amplifon, lo 0,7% di Moncler e tantissime altre partecipazioni in aziende non quotate, dai ristoranti di Eataly ai viaggi di Alpitour, passando per i tessuti di Limonta, i cantieri di Azimut, gli attrezzi di Beta e così via.
Il valore di Tip, secondo gli analisti di Banca Akros, tra attività quotate (709 milioni) non quotate (839 milioni), controllate (1,16 miliardi) tolti i debiti (517 milioni a fine marzo) e lo sconto holding, ammonta a 2,16 miliardi, vale a dire 13 euro per azione, e il 51% in più dell’attuale valore di mercato. Più prudente la stima di Intermonte, che fissa il prezzo obiettivo di Tip a 11,8 euro, con uno sconto del 35% sul Nav dinamico. Tamburi, nella sua lettera agli azionisti, contesta anche lo sconto holding che il mercato fa pagare a Tip, dato che negli ultimi 10 anni il titolo ha garantito ai suoi azionisti un total return (compreso il dividendo) del 223% pari al 22% annuo, sovraperformando il mercato grazie a un portafoglio diversificato e ben bilanciato. Approfittando dello sconto sul mercato, Tip ha in corso da mesi
un massiccio piano di buyback (esteso e rinnovato fino al 29 ottobre 2027) che lo sta per rendere il primo azionista di se stesso dato che a maggio aveva in pancia l’11,69% del capitale.
Il primo socio della holding quotata al segmento Star è al momento il gruppo di navigazione D’Amico (11,89% del capitale), seguito da Angelini Investment (10,59%) e dallo stesso Tamburi (8,66%). È vero però che il contesto geopolitico e la volatilità dei mercati penalizza le attività di tante aziende del gruppo, a iniziare da Alpitour – che ha rinviato l’Ipo a momenti migliori – ma anche Vianova e Chiorino programmano da mesi uno sbarco in Piazza Affari. Ci sono poi aziende – come Amplifon e Dexelance – che hanno lanciato aumenti di capitale che Tip si è impegnata a seguire per una quota maggiore a quella spettante (quello di Amplifon lanciato in settimana per 30 milioni), per sostenere la crescita esterna, operazioni che per gli analisti a medio termine rischiano di penalizzare i titoli in oggetto. Ma ce ne sono anche altre, come Ovs, che da mesi fanno meglio del loro settore di riferimento, sia in termini di quote di mercato, sia di performance in Borsa (+7% da inizio anno).