Con Irpef al 33% fino a 60 mila € risparmi max di 1.000€
Estensione fino a 60.000 euro del secondo scaglione Irpef assoggettato all’aliquota del 33%. Eventuale ulteriore abbassamento (dal 23 al 22%) dell’aliquota applicata al primo scaglione. Detassazione (completa o ridotta grazie a una flat tax oscillante tra il 10 e il 15%) della tredicesima mensilità. Flat tax strutturale per aumenti di stipendio, straordinari e premi di produttività. Aliquota Iva ridotta dal 10 al 5% per le locazioni residenziali da imprese a favore degli under 36. E sempre per venire incontro alle esigenze abitative dei giovani si sta ragionando sulla previsione di un’imposta di registro in misura fissa per gli acquisti prima casa da privati. Oggi l’imposta è proporzionale ed è pari al 2%.
Nel cantiere della Manovra 2027, che si apre nel dibattito politico puntualmente a fine agosto, il fisco è destinato a recitare come sempre un ruolo da protagonista. Ancor più quest’anno visto che, trattandosi dell’ultima legge di bilancio del governo Meloni, la Manovra guarderà inevitabilmente con un occhio alla stabilità dei conti pubblici e alla sostenibilità economica delle scelte e dall’altro alle prossime elezioni.
La riduzione dell’Irpef per il ceto medio
Il tema dei temi, rimasto in sospeso dalla scorsa legge di bilancio, è quello dell’estensione del secondo scaglione Irpef, tassato con aliquota al 33%, che ora si ferma a 50 mila euro e il governo ha promesso di portare a 60 mila euro entro la fine della legislatura.
La misura avvantaggerebbe il ceto medio realizzando un beneficio fiscale crescente fino a un massimo di 1.000 euro annui per contribuente e avrebbe un costo per i conti pubblici nell’ordine di 3 miliardi di euro.
Secondo le elaborazioni del centro studi di Unimpresa, il vantaggio partirebbe oltre la soglia dei 50.000 euro e aumenterebbe di 100 euro ogni 1.000 euro aggiuntivi di reddito imponibile, fino a raggiungere il tetto massimo a quota 60.000 euro. Per un reddito di 52.000 euro, quindi, lo sconto sarebbe di 200 euro (si veda tabella in pagina) e salirebbe a 500 euro per redditi di 55.000 euro, a 800 euro per redditi di 58.000 euro, arrivando a 1.000 euro dai 60.000 euro in su. Il beneficio non aumenterebbe ulteriormente per i redditi superiori. Un contribuente con 70.000, 80.000 o 100.000 euro di imponibile continuerebbe infatti a risparmiare 1.000 euro, perché la riduzione riguarderebbe esclusivamente i 10.000 euro compresi tra 50.000 e 60.000 euro.
In termini di risparmio mensile, i soldi che resteranno nelle tasche dei contribuenti oscilleranno da 16,7 euro mensili con 52 mila euro di reddito l’anno ad 83 euro mensili per redditi da 60 mila euro in su. Per un reddito di 55.000 euro, lo sconto di 500 euro equivarrà invece a circa 42 euro mensili; a 58.000 euro, gli 800 euro di minore Irpef corrisponderanno a circa 67 euro al mese.
Ovviamente si tratta di valori lordi riferiti esclusivamente alla modifica dell’aliquota marginale. Il vantaggio effettivamente percepito dal singolo contribuente potrà essere diverso in funzione delle detrazioni, delle deduzioni e delle altre componenti che concorrono alla determinazione dell’imposta netta.
Un’ulteriore riduzione Irpef per i redditi bassi
Ma l’intervento sul secondo scaglione, potrebbe non essere l’unico in materia di Irpef. Lo ha lasciato intendere il presidente della commissione finanze della Camera, Marco Osnato, molto vicino alla premier Meloni e al viceministro all’economia Maurizio Leo. Osnato, in un’intervista a ilSussidiario.net, ha aperto alla possibilità di “combinare più leve”, affiancando all’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60 mila euro, la riduzione di un punto dell’aliquota sul primo scaglione (fino a 28 mila euro) che quindi potrebbe scendere dal 23 al 22% con un costo sull’erario di 1,5 miliardi e un beneficio fino a 220 euro.
Fisco soft per l’housing sociale a favore dei giovani
Quanto alle proposte per dare impulso all’housing sociale a favore dei giovani (aliquota Iva ridotta dal 10 al 5% per le locazioni residenziali da imprese a favore degli under 36 e imposta di registro in misura fissa per gli acquisti prima casa da privati) il primo a parlarne è stato il viceministro Maurizio Leo al Forum in Masseria di Bruno Vespa (si veda ItaliaOggi del 13 giugno). La misura andrebbe nella direzione di agevolare i giovani nell’accesso agli alloggi realizzati nell’ambito del Piano casa.