Stellantis torna a crescere. Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 13% a 43,5 miliardi di euro, portando il totale dall’inizio dell’anno a 81,6 miliardi (+10%). Merito soprattutto alla crescita del Nord America (+32% fra aprile e giugno). Il giro d’affari in Sud America è salito del 6% su base annua, mentre l’Europa non ha registrato variazioni e le regioni Medio Oriente e Africa e Asia-Pacifico sono state in leggero calo. L’utile netto trimestrale è poi migliorato a 300 milioni, mentre l’utile operativo rettificato si è attestato a 800 milioni e il flusso di cassa industriale è stato pari a un miliardo.
A dispetto dei dati in miglioramento, il titolo ha chiuso in rosso del 4,3% a Piazza Affari. Il ceo Antonio Filosa si è detto tuttavia fiducioso che Stellantis sia sulla buona strada per la ripresa e ha confermato le previsioni di bilancio per il 2026. «Abbiamo migliorato tutti i nostri principali indicatori finanziari», ha rivendicato Filosa.
Il gruppo ha comunicato una stima aggiornata dell’impatto previsto dei dazi Usa, ora atteso fra 1 e 1,2 miliardi nel 2026. Il management sta poi lavorando per realizzare i 6 miliardi di risparmi annui annunciati entro il 2028. Entro fine anno sarà implementato il 40% delle iniziative necessarie al raggiungimento dell’obiettivo. Quanto all’Italia, Filosa ha detto che la strategia per il Paese — «una delle radici della nostra costellazione» — procede «secondo le previsioni».