12.06.2026

SpaceX fa il pieno per il decollo via alla più ricca Ipo di sempre

  • La Repubblica

Tre, due, uno, motori caldi e si parte. Nessun viaggio in orbita o allunaggio:
questa volta SpaceX sbarca in Borsa. E nonostante i numerosi detrattori,
preoccupati per la governance opaca e concentrata nelle mani del fondatore vate Elon Musk, nonché per gli ambiziosi progetti al limite della fantascienza,
le richieste per le azioni di SPCX sono da record: ieri sera, riporta Bloomberg,
gli ordini da parte degli investitori retail, statunitensi e non, superavano i 100
miliardi di dollari mentre le richieste totali superano di quattro volte i 75
miliardi obiettivo della raccolta. Del resto, Musk si era assicurato un’assortita
squadra di banche per il debutto sul Nasdaq. Sul tavolo ci sono 555,6 milioni di
azioni di classe A (un voto ciascuna) al prezzo di 135 dollari l’una. Il flottante?
Meno del 5 per cento e così la capitalizzazione della società vola al record di
1.750 miliardi. Più del valore di tutta la Borsa di Milano.
La quotazione del secolo lascerà comunque a bocca asciutta molti aspiranti
soci, che potrebbero però decidere di comprare il titolo da oggi sul mercato,
alimentando la corsa. Sarebbero più di mille, invece, gli investitori istituzionali
in fila per una fetta della torta. Tra questi spiccano BlackRock, che secondo il
Wall Street Journal avrebbe piazzato un ordine da almeno cinque miliardi, e i
fondi sovrani del Golfo Persico, già azionisti di rilievo. Ma nonostante
l’appetito del mercato, nessun nuovo socio potrà ambire al controllo della
società, che resterà saldo in capo a Musk. Grazie ad azioni speciali che
garantiscono 10 voti l’una, condivise con pochi fedelissimi, il fondatore, ceo e
direttore tecnologico manterrà circa l’85% dei diritti di voto del colosso. Non
solo: grazie all’incasso dalla quotazione, il patron di Tesla, che oggi vanta un
patrimonio di poco meno di 800 miliardi, potrebbe diventare il primo
“trilionario” della storia dell’umanità. A guadagnare saranno anche 4.400 dei
suoi dipendenti, che hanno ricevuto azioni come parte del proprio compenso.

Alla base dell’operazione c’è però la necessità di sostenere gli investimenti di
SpaceX che, nonostante le promesse di colonie su Marte o data center nello
spazio, per il momento brucia cassa a ritmi sostenuti. Dei tre business della
società, solo quella dedicato alle connessioni e che ruota intorno ai satelliti di
Starlink ha chiuso il 2025 in utile, mentre le attività di spazio e intelligenza
artificiale (dai modelli linguistici di Grok al social media X alle infrastrutture di
xAI) hanno generato perdite ingenti. La situazione si è aggravata nel primo
trimestre 2026, con un rosso da 4,3 miliardi a fronte dei 4,7 di ricavi
consolidati e 30 di debito. I profitti, dicono i manager, arriveranno. Intanto,
chi sale a bordo?