Due giorni dopo il debutto in Borsa, le azioni SpaceX hanno già guadagnato oltre il 50%
passando da 135 a 210 dollari ad azione superando di slancio le capitalizzazioni di colossi come
Amazon e Microsoft. La società spaziale e di intelligenza artificiale di Elon Musk ha raggiunto
una capitalizzazione di mercato di 2.950 miliardi di dollari, superiore ad Amazon, valutata
2.660 miliardi, e in grado di contendere a Microsoft il quarto posto assoluto tra i giganti di
Wall Street. Davanti restano Apple, Alphabet e Nvidia. Ma il suo resta un risultato
straordinario, riflesso della corsa degli investitori a mettere i loro soldi sull’intelligenza
artificiale e del fascino che il nome Musk continua a esercitare sul mercato. L’ultima
impennata è arrivata dopo l’annuncio dell’acquisizione della startup di programmazione
basata sull’IA Cursor per 60 miliardi di dollari.
SpaceX ha dichiarato che rileverà Anysphere, la società madre di Cursor, che sviluppa l’agente
di coding basato sull’intelligenza artificiale. L’appeal della compagnia resta saldamente legato
alla visione di Musk di portare data center per l’intelligenza artificiale nello spazio e nella
missione ambiziosa di colonizzare Marte. Su queste basi SpaceX ha messo a segno una corsa
impressionante. Il titolo aveva cominciato a essere scambiato venerdì a metà giornata con una
capitalizzazione inferiore a 1.800 miliardi. Il balzo è apparso ancora più sorprendente perché
molti analisti di Wall Street avevano avvertito gli investitori che la società appariva
sopravvalutata. Qualcuno aveva fissato a 780 miliardi di dollari la valutazione, cioè meno della
metà dell’obiettivo dichiarato dall’azienda. «Riteniamo che la società sia stata
significativamente sopravvalutata e che gli investitori avranno l’opportunità di acquistare il
titolo a livelli più interessanti dopo l’Ipo», aveva scritto Nicolas Owens, della società americana
di analisi finanziarie Morningstar. Non era l’unico. Anche Aswath Damodaran, considerato a
Wall Street il “decano delle valutazioni”, non era si era spinto oltre i 1.300 miliardi di dollari,
quasi 500 miliardi in meno rispetto a quanto sostenuto dall’azienda di Musk.
In realtà non è insolito che un’Ipo registri forti rialzi nei primi giorni di contrattazione,
soprattutto quando è accompagnata da un’enorme attenzione mediatica come nel caso di
SpaceX e tutto quello che riguarda il primo essere vivente a superare la soglia dei mille
miliardi di patrimonio personale. Poi il vero test sarà assecondare le aspettative degli
investitori sin dai primi conti trimestrali e considerando anche per molti pacchetti acquistati
venerdì vigono periodi di lockup, cioè divieti a vendere. Ma per SpaceX potrebbe esserci
ancora margine di crescita, anche se, secondo uno studio di Truist, una banca di investimento
americana, tutte e trenta le grandi Ipo hanno concluso il primo anno con prezzi azionari di
molto inferiori rispetto ai massimi iniziali.