14.07.2026

Rina, tre offerte vincolanti in arrivo per il controllo

  • Il Sole 24 Ore

Si avvia verso una fase decisiva il processo di riassetto dell’azionariato di Rina, la multinazionale genovese attiva nei servizi di certificazione, ispezione, consulenza ingegneristica e testing. Nelle prossime ore sono attese le offerte vincolanti per l’acquisizione della partecipazione detenuta dal Fondo Italiano d’Investimento (FII), pari, attraverso una società veicolo, a poco più del 33% del capitale del gruppo.

Secondo quanto emerge dai rumors, le offerte sono state recapitate all’advisor Bank of America (BofA) dai fondi internazionali Permira, Bain Capital e Blackstone, rimasti in gara dopo una prima fase del processo competitivo che aveva visto l’interesse anche di altri grandi operatori del private equity, tra cui Advent International, Clayton, Dubilier & Rice (CD&R) e Apax Partners.

L’operazione sulla società presieduta dal presidente esecutivo Ugo Salerno rappresenta uno dei dossier più rilevanti dell’estate nel panorama italiano del private equity, sia per le dimensioni dell’investimento sia per il profilo strategico di Rina, gruppo che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza internazionale nei settori della certificazione, della transizione energetica, delle infrastrutture, della mobilità, dell’industria e dell’ingegneria navale.

Nei prossimi giorni gli advisor e il Fondo Italiano d’Investimento analizzeranno le offerte sotto il profilo economico, finanziario e industriale. La valutazione non riguarderà esclusivamente il prezzo proposto per la quota, ma anche la struttura dell’operazione e il progetto di sviluppo prospettato dai potenziali acquirenti. Al termine di questa fase sarà individuato il fondo con cui avviare una trattativa in esclusiva.

Secondo le indiscrezioni, il passaggio decisivo potrebbe arrivare il 30 luglio, quando è previsto un consiglio di amministrazione del Fondo Italiano d’Investimento chiamato a esaminare l’esito della procedura competitiva e, salvo sorprese, a ratificare la scelta dell’investitore con cui proseguire il negoziato esclusivo.

Il controllo di Rina, assistita nell’operazione da Lazard, è attualmente nelle mani del Registro Italiano Navale, azionista di maggioranza, mentre il Fondo Italiano d’Investimento è entrato nel capitale nel 2023 con l’obiettivo di sostenere il percorso di crescita e l’espansione internazionale del gruppo.

Dopo aver accompagnato Rina nell’attuazione del piano industriale e nella fase di accelerazione della crescita, il fondo guidato dall’amministratore delegato Domenico Lombardi sembra orientato a accelerare verso l’exit, anche alla luce del nuovo piano strategico avviato negli ultimi mesi per ridefinire il portafoglio delle partecipazioni e riallocare capitale verso nuove operazioni.

Per i grandi fondi internazionali, Rina rappresenta un asset particolarmente attrattivo. Il gruppo ha registrato negli ultimi anni una significativa crescita dei ricavi e della redditività (quasi un miliardo di euro di ricavi con 138 milioni di Ebitda e un utile netto di oltre 30 milioni di euro), rafforzando la propria presenza in oltre 70 Paesi e ampliando il peso delle attività di consulenza ingegneristica rispetto al tradizionale business della classificazione navale e della certificazione. La cessione della quota del Fondo Italiano potrebbe quindi segnare una nuova fase di espansione internazionale del gruppo.