Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Qe senza limiti e più liquidità all’economia, il salvagente Bce

Francoforte – Il QE da 1.100 miliardi circa, che durerà fino alla fine dell’anno, verrà realizzato attraverso tre programmi: il Pepp di emergenza sulla pandemia da 750 miliardi, una dote aggiuntiva da 120 miliardi e il programma in corso di acquisti per 180 miliardi tra marzo e dicembre, oltre al solito reinvestimento delle attività in scadenza.

Questo evita impennate degli spread, serve a tenere bassi i rendimenti dei bond quindi i tassi su tutta la curva dei rendimenti ma in particolare sulla parte lunga che è un punto di riferimento per gli operatori finanziari e dettano il costo della raccolta per gli Stati.

E poi, ci saranno fino a 3.000 miliardi di liquidità per le banche con i prestiti mirati TltroIII, potenziati da 2.000 a 3.000 miliardi grazie agli ultimi ritocchi del 12 marzo: liquidità che le banche possono ottenere a condizioni senza precedenti, fino al tasso negativo -0,75%, per riversarla a imprese e famiglie e quindi all’economia. Infine sono partiti speciali Ltro, prestiti-ponte a breve scadenza per traghettare le banche dalla TltroII alla TltroIII, che andranno avanti fino al 24 giugno: la prima operazione, effettuata il 17 marzo, è stata usata da 110 banche che hanno chiesto 109 miliardi: un ammontare abbastanza alto, per partecipazione e per volume, per soddisfare la fortissima domanda di cash sul mercato, provocata dalla fuga verso la qualità in liquidità.

Sono queste le principali misure decise dalla Banca centrale europea in due tempi, il 12 marzo e la notte del 18 marzo, per rafforzare la politica monetaria ampiamente accomodante e per rispondere, in via straordinaria, all’emergenza altrettanto straordinaria della pandemia da coronavirus. Il Pepp, il programma temporaneo di acquisti di attività mirato alla crisi del Covid-19 e abbinato alla dote aggiuntiva, porta la forza d’urto del doppio QE a una quota equivalente al 7,3% del Pil dell’area dell’euro, come ha detto il presidente della Bce Christine Lagarde in un op-ed pubblicato oggi su una decina di testate europee. Il Pepp, che durerà fino alla fine di quest’anno ma che potrà essere esteso per durata e potenziato per dimensione nel caso la crisi dovesse sforare il 2020, riguarderà tutti i paesi dell’area dell’euro che sono colpiti allo stesso modo dalla pandemia. Servirà ad evitare la frammentazione finanziaria e distorsioni di prezzo.

Al di là della portata storica del doppio pacchetto di interventi decisi nell’arco di una settimana dal Consiglio direttivo della Bce, la crisi senza precedenti del coronavirus ha rinvigorito e rafforzato l’impostazione di fondo della politica monetaria della banca centrale europea, che c’è sempre stata ma che negli ultimi mesi sembrava appassita: che «non c’è limite ai nostri interventi», come ha ribadito ieri con forza Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, in un’intervista rilasciata al TG1.

Questo significa che, come la Bce ha sottolineato nel comunicato diramato il 18 marzo notte, la banca è pronta ad esplorare tutte le opzioni e tutti gli scenari, a modificare tutti gli strumenti, ad aumentare tutti gli importi, ad allungare i tempi di tutti gli interventi, a valutare l’opportunità dei limiti auto-imposti sugli strumenti non convenzionali. E questa Bce, che è quella ora di Christine Lagarde, era anche quella di Mario Draghi con il «whatever it takes» e le Omt, e quella di Jean-Claude Trichet con il Smp, il securities markets programme che ha ancora ad oggi un portafoglio da 41 miliardi di titoli di Stato che devono andare in scadenza.

Al centro della crisi del debito sovrano europeo, il 10 maggio del 2010, le banche centrali nazionali dell’Eurosistema iniziarono ad acquistare i titoli di Stato soltanto dei Paesi travolti dal contagio e dalla speculazione e dalle forze che minavano la tenuta dell’euro: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda: acquisti che terminarono nel settembre del 2012, con l’arrivo delle Omt (mai utilizzate finora).

Il doppio pacchetto Lagarde intende dunque raggiungere molteplici obiettivi con molteplici interventi: il Qe potenziato abbassa i tassi sulla parte lunga della curva, per mutui e prestiti bancari, evita la frammentazione e abbatte il costo del rifinanziamento del debito pubblico di tutti gli Stati membri dell’euro; le Tltro a condizioni più vantaggiose mantengono aperti e molto convenienti i rubinetti del credito per imprese e famiglie; le Ltro speciali e il taglio dei tassi sugli swap in dollari evitano che la liquidità si prosciughi; le misure che ampliano la gamma del collaterale e che ammorbidiscono i requisiti di capitale prudenziale aumentano gli spazi per le banche che hanno bisogno di partecipare alle operazioni di rifinanziamento e che devono prestare di più alle Pmi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La crisi generata dal coronavirus colpisce frontalmente l’economia reale ma rischia di riflettersi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — Lavoratori pagati dalle banche anziché dall’Inps. È la soluzione che il governo sta pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

BERLINO — La Bce ha deciso un altro passo importante. Per il bazooka appena sfoderato da 750 mili...

Oggi sulla stampa