08.05.2026

Più utili per le Poste, 617 milioni«Con Tim abilitiamo la crescita»

  • Il Corriere della Sera

Primo trimestre in crescita per Poste Italiane, che ha archiviato i conti con ricavi record per 3,5 miliardi di euro, in crescita dell’8%, e un risultato operativo adjusted salito del 14% a 905 milioni. L’utile netto, esclusa la partecipazione in Tim, raggiunge invece 617 milioni, con un aumento del 3%. «Il miglior primo trimestre della nostra storia», ha commentato il ceo di Poste, Matteo Del Fante, annunciando il rialzo della guidance per l’intero 2026: l’Ebit rettificato è atteso a 3,4 miliardi, dai 3,3 miliardi indicati in precedenza. La Borsa ha premiato i risultati con un rialzo del titolo del 2,4% a 23,3 euro, vicino ai massimi storici.

La trimestrale conferma la capacità dei Poste di generare valore dai business diversificati, compensando la contrazione della corrispondenza tradizionale e delle attività a bassa marginalità con la crescita nella logistica, nei pagamenti digitali, nel settore assicurativo e dei servizi finanziari. Un modello che Del Fante ha definito «solido e coerente con la strategia di lungo termine». I servizi finanziari hanno trainato i risultati con ricavi in crescita dell’11% a 1,6 miliardi, grazie alla gestione attiva del portafoglio e al miglioramento della raccolta netta nel risparmio postale, pari a 1,7 miliardi. Le attività finanziarie investite dei clienti hanno raggiunto 606 miliardi di euro. I servizi assicurativi hanno contribuito con 469 milioni di ricavi (+6%), sorretti da una raccolta netta nel comparto Vita e Previdenza di 1,2 miliardi. Solida la posizione patrimoniale di Poste Vita, con il Solvency II ratio al 294%. Continua l’espansione della piattaforma Postepay: i ricavi sono saliti del 6,8% a 425 milioni e il risultato operativo del 15% a 153 milioni, con un aumento delle transazioni digitali (+10%) e per l’ecommerce (+16%). Prosegue anche la crescita di Poste Energia, arrivata a 1,1 milioni di clienti.

Nel recapito i ricavi dei pacchi e della logistica sono cresciuti del 15,2% a 453 milioni, con volumi in aumento del 14,6% a 89 milioni di unità. La corrispondenza continua invece a calare (-2,8%), ma la flessione è compensata dal repricing e dall’espansione nella logistica integrata. Ad aprile Poste ha annunciato una joint venture con Benetton Logistics di cui deterrà il 51%: «Inizialmente servirà il gruppo Benetton, ma la logica strategica è che la piattaforma possa aprirsi ad altri clienti», ha spiegato Del Fante.

Commentando i risultati con gli analisti, il ceo di Poste è tornato a sottolineare la «forte convinzione nella validità strategica» dell’operazione di integrazione con Tim — su cui Poste, già primo azionista, ha lanciato un’Opas totalitaria —, definita «naturale evoluzione» del modello di piattaforma del gruppo, confermando che la chiusura dell’operazione è attesa entro la fine del 2026 mentre «il piano standalone 2026-2030 sarà presentato il 24 luglio», ha detto il manager. «L’operazione evidenzia perché Poste e Tim rappresentano un perfetto allineamento strategico, capace di abilitare la crescita futura» ha spiegato Del Fante, «il profilo finanziario dell’operazione è estremamente solido, con un impatto positivo sull’utile per azione a partire dal 2027, che salirà a una crescita a doppia cifra dal 2028». Dal punto di vista industriale, «Tim aggiunge la leadership nelle infrastrutture di connettività e tecnologiche — ha concluso Del Fante —, completando la piattaforma con un brand iconico nel mercato delle app, un’ampia base clienti retail nel settore telecomunicazioni, capacità digitali, eccellenza commerciale nel segmento imprese e un operatore mobile leader di mercato in Brasile».