19.06.2026

«L’industria spinta dal digitale,serve investire di più sulle Reti»

  • Il Corriere della Sera

La partita del futuro si gioca sulla Rete. Non è più solo un’infrastruttura tecnica ma una leva strategica capace di favorire l’innovazione, proteggere i dati e trasformare la tecnologia in crescita per imprese e territori. Questa è la visione emersa nel corso di «ItalIA in Rete – Ecosistema digitale: dati, sicurezza, innovazione per il futuro delle imprese» organizzato da RCS Academy e HPE in collaborazione con il Corriere della Sera e con il patrocinio di Assolombarda.

Ad aprire l’incontro è stato Alvise Biffi, presidente Assolombarda, che ha sottolineato come «la Rete è uno degli elementi strategici per la competitività della nostra industria. Senza una Rete smart i dati, materia prima della nuova rivoluzione industriale basata sull’Ai, non possono essere elaborati». Un concetto ripreso da Claudio Bassoli, presidente e ad HPE Italia: «Il mondo per cui le reti tradizionali erano state progettate non esiste più. Oggi una Rete inadeguata non fa perdere un pacchetto dati: fa perdere un’opportunità, un paziente curato in tempo, un’impresa che poteva crescere». In questo contesto, la disponibilità di infrastrutture digitali avanzate diventa un fattore determinante per lo sviluppo economico e sociale del Paese. «Per l’Italia — aggiunge — con il suo straordinario tessuto di imprese, una Rete intelligente è un moltiplicatore: non amplifica solo chi è già grande, amplifica chi ha il coraggio di crescere. La Rete non è un costo da ottimizzare, è l’investimento da cui dipende la competitività del Paese». Per il settore manifatturiero, la capacità di connettere infrastrutture e persone rappresenta una leva essenziale per rafforzare competitività e resilienza.

Nello stesso tempo, la diffusione dell’Ai richiede nuove competenze. Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo Economico della regione Lombardia, ha evidenziato il valore di questo approccio. «Per consolidare la vocazione manifatturiera della Regione, abbiamo puntato sul nostro potenziale ancora inespresso: la capacità di mettere in Rete competenze e know-how presenti sul territorio. L’obiettivo è creare un contesto favorevole alle imprese». Una trasformazione che passa anche dalla preparazione delle persone «La sfida dell’Ai — ha aggiunto — si vince con la formazione, servono competenze per coglierne i benefici senza sottovalutarne i rischi».

Al centro del dibattito anche il tema della connettività, una delle infrastrutture chiave per lo sviluppo economico e sociale. Pietro Piccinetti, ad Infratel Italia, ha ricordato come il 5G rappresenti molto più di una semplice evoluzione delle telecomunicazioni: «Il 5G non è solo una tecnologia per comunicare ma uno strumento che può migliorare la qualità della vita. La sfida è garantire un accesso equo alle infrastrutture digitali. Dai borghi alle aree più isolate, nessuno deve restare indietro».

Un obiettivo che richiede un ruolo attivo delle istituzioni e una maggiore capacità di mappare e gestire le reti digitali. Tra gli altri partecipanti: Massimo Carboni (GARR), Silvio Ranise (Fondazione Bruno Kessler e Università di Trento), Federico Di Gennaro (Autostrade per l’Italia), Davide Invernizzi (Fondazione Cariplo), Mario Ponta (Sea Milan Airports), Remo Maccaglia (HPE Italia), Silvio Fraternali (Intesa Sanpaolo) e Edoardo Accenti (HPE Italia).