In vigore da oggi. Per le imprese possibili sanzioni sullo smart working: arresto fino a quattro mesi o multa fino a 7.400 euro per mancata informativa scritta
Una quindicina di disposizioni subito operative, tre da attuare con decreti ministeriali e quattro deleghe conferite dal Parlamento al governo. Si presenta così la legge annuale per le piccole e medie imprese. Il provvedimento, il primo da quando, nel 2009, fu istituito l’obbligo di portarne ogni anno uno all’approvazione delle Camere, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 34 dell’11 marzo entra in vigore ufficialmente oggi.
A misure trasversali (reti di impresa, cartolarizzazione delle scorte di magazzino, staffetta generazionale) si affiancano alcuni interventi settoriali, come quello che punta a proteggere le imprese del turismo e della ristorazione dai danni derivanti dalle false recensioni online. Ma per le aziende c’è anche una sorpresa negativa. In materia di smart working parte da oggi un regime sanzionatorio che prevede l’arresto da due a quattro mesi o ammende da 1.708,61 a 7.403,96 euro. Come spiega la Fondazione studi consulenti del lavoro, le sanzioni si applicheranno in caso di mancata consegna, almeno annualmente, dell’informativa scritta al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sugli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Subito in vigore
Scatta subito un regime sperimentale, di durata biennale e limitata a un massimo di 1.000 lavoratori di aziende con meno di 50 dipendenti, per favorire il ricambio generazionale di chi è vicino alla pensione. L’accesso al part time agevolato (con esonero al 100% dei contributi previdenziali nel limite di 3mila euro) è condizionato all’assunzione da parte del datore di lavoro di un under 35 a tempo pieno e indeterminato.
In vigore anche un nuovo canale di finanziamento alternativo per le Pmi, attivabile attraverso il destocking del magazzino. Tre le novità tecniche: l’estensione della cartolarizzazione alle operazioni su crediti futuri e a quelle concernenti i proventi derivanti dalla titolarità di beni mobili non registrati; l’inclusione nella destinazione patrimoniale a vantaggio del finanziatore anche dei beni da cui derivano i crediti oggetto dell’operazione, inclusi i prodotti derivanti dalla loro combinazione e/o trasformazione; la possibilità di dare alla segregazione una veste societaria, mediante trasferimento a una società veicolo d’appoggio. Novità anche per le imprese titolari di marchi storici, che potranno acquisire aziende appartenenti a settori omogenei, sempre che abbiano oltre 20 dipendenti, con l’ausilio del Fondo di salvaguardia per le aziende in crisi. Nell’elenco delle misure subito operative rientra inoltre l’esonero dall’obbligo di assicurazione obbligatoria per i carrelli elevatori, quando operano all’interno di aree aziendali, stabilimenti, magazzini o depositi, e per gli altri veicoli utilizzati in zone non accessibili al pubblico nelle stazioni ferroviarie, nelle aree portuali e aeroportuali, oltre alle macchine agricole prive dell’immatricolazione o dell’idoneità alla circolazione, usate in spazi non accessibili al pubblico. La legge, poi, sancisce ufficialmente lo status giuridico dell’operatore della distribuzione Ho.re.ca. In vigore anche le misure su Garante Pmi, sicurezza sul lavoro e consorzi stabili (si veda scheda in pagina).
Anche la stretta sulle recensioni online non ha bisogno di un decreto attuativo, ma per avere un quadro certo bisognerà attendere delle linee guida dell’Antitrust. I commenti sono leciti solo se rilasciati non oltre 30 giorni dalla data di utilizzo del prodotto o del servizio da parte di chi ne ha effettivamente fruito. La recensione si presume autentica se corredata da una fattura o ricevuta fiscale. A ogni modo, le recensioni non saranno ritenute più lecite, per perdita di attualità, dopo due anni dalla pubblicazione. L’Antitrust dovrà adottare delle linee guida che orientino le imprese nell’adozione di accorgimenti idonei al rispetto dei requisiti. Infine, viene estesa ai Comuni tra 20mila e 30mila abitanti la flat tax al 7% per i pensionati che dall’estero trasferiscono la propria residenza fiscale al Sud.
I decreti attuativi
Torna, con 45 milioni di euro in tre anni, l’agevolazione fiscale per le reti di imprese formalizzate in apposito contratto. Si tratta di un regime di sospensione d’imposta relativamente alla quota degli utili – fino a 1 milione di euro annui – destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal programma comune di rete. Per definire i dettagli dell’intervento occorrerà però un decreto attuativo del ministro delle Imprese (Mimit), di intesa con l’Economia e sentita l’agenzia delle Entrate, da adottare entro due mesi. Sarà invece un decreto del solo Mimit a definire le caratteristiche dei programmi di sviluppo compresi tra 1 e 20 milioni (compresi piani finalizzati all’aggregazione) che potranno accedere ai 100 milioni stanziati per Pmi della filiera moda. Infine, con un decreto dell’Agricoltura (di concerto con Mef, Mimit e Salute) saranno ridefiniti i requisiti qualitativi delle diverse tipologie di birra.
Le deleghe
Nel corso dell’esame parlamentare è stata inserita una delega al governo per il riassetto della disciplina dell’artigianato, che potrà riguardare anche l’incremento dei limiti dimensionali delle aziende che rientrano in questa categoria. È invece operativo già da oggi il divieto di utilizzi impropri o ingannevoli del termine “artigiano”. Nove i mesi per adottare i decreti legislativi. Sono 12, invece, i mesi a disposizione per attuare altre tre deleghe. Con la prima sarà regolata la nascita delle centrali consortili, che avranno funzioni di indirizzo e coordinamento delle aggregazioni di micro Pmi già riunite in consorzi di filiera e assumeranno la forma di società consortili per azioni. Le altre due deleghe si riferiscono, rispettivamente, alla creazione di un testo unico per le start up e le Pmi innovative e a nuova definizione dei compiti e delle attività dei Confidi.