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Per le Pmi con lo sconto in fattura rischio di debiti e costi monstre

Recupero crediti, liquidità e contabilità. Sono almeno tre i problemi che lo sconto in fattura legato ai lavori sugli immobili apre per le imprese piccole e medie. Problemi che, messi insieme, rischiano di rendere il nuovo strumento difficilmente utilizzabile. Basti pensare che, come si vede nell’esempio in pagina, una Pmi che utilizzi il meccanismo per tutti i propri contratti, nel giro di tre anni, dovrebbe indebitarsi per importi quasi doppi rispetto al totale dei suoi ricavi.

I soggetti che hanno diritto alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico, in luogo dell’utilizzo diretto possono optare per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi.

Questa misura, anche se da apprezzare, è da valutare con prudenza perché, una volta calata nel tessuto delle piccole e medie imprese, rischia di tradursi in costi insostenibili. La gestione dello sconto, infatti, comporta modalità e tempistiche di difficile sopportazione per gli operatori di piccole e medie dimensioni, rischi di recupero del credito, oltre a questioni di contabilizzazione.

Lo sconto, anticipato dal fornitore, è comunicato dal contribuente all’agenzia delle Entrate, a pena d’inefficacia, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese che danno diritto alle detrazioni. Il fornitore che ha praticato lo sconto recupera il relativo importo sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata la comunicazione dell’opzione per lo sconto, in cinque quote annuali di pari importo.

Il credito

L’importo della detrazione è calcolato tenendo conto delle spese sostenute nel periodo di imposta. Nella generalità dei casi, dato che il periodo di imposta si chiude al 31 dicembre, l’avente diritto invierà la comunicazione solo dopo questa data. Il fornitore potrà, allora, recuperare il credito solo dopo aver confermato l’esercizio dell’opzione e attestato l’effettuazione dello sconto (quindi, dal 10 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta a cui le spese si riferiscono nel caso in cui la comunicazione sia stata effettuata entro il 31 gennaio).

L’importo dello sconto praticato, pari alla detrazione dall’imposta lorda spettante per l’intervento effettuato, è espressamente indicato nella fattura emessa a fronte dell’intervento. Va da sé che lo sconto è riconosciuto all’atto dell’emissione della fattura, prima che l’avente diritto abbia effettuato la comunicazione, esponendo i fornitori al rischio del mancato incasso e del mancato riconoscimento del credito, salvo tutelarsi prevedendo una clausola di rivalsa o chiedendo un’apposita garanzia.

La liquidità

Il credito generato dallo sconto potrà essere utilizzato nei cinque anni successivi al periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’intervento (tralasciamo il caso della cessione dal fornitore ai propri fornitori).

Per quanto detto, solo dal 10 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’intervento il fornitore potrà utilizzare in compensazione 1/5 del totale del credito. Il credito fiscale generato dallo sconto, anche se utilizzato interamente in compensazione per 1/5 nell’anno (a patto di aver capienza fiscale) sarà rinviato per 4/5 ai quattro anni successivi, generando gravi squilibri, salvo ricorrere a un indebitamento che copra il credito acquistato, per un periodo pari alle annualità utili per la compensazione.

Iscrizione del credito

Il principio contabile 25 evidenzia che la voce CII 5-bis crediti tributari «accoglie gli ammontari certi e determinati per i quali la società ha un diritto al realizzo tramite rimborso o compensazione». È pacifico, però, che fino a quando non vi sia la comunicazione dell’opzione, il credito tributario generato dallo sconto non sembrerebbe godere dei requisiti per l’iscrizione (diritto al realizzo). Un contratto a supporto delle ragioni del credito potrebbe, invece, giustificare l’iscrizione nei confronti del cliente, per la parte relativa allo sconto effettuato in pendenza della comunicazione.

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