07.07.2026

Le imprese e l’accordo sui contratti: artigiani in bilico

  • Il Corriere della Sera

Incontro chiave oggi tra le associazioni delle imprese. Che questa volta hanno un obiettivo più che ambizioso: trovare un accordo (anche) sui perimetri della contrattazione, in modo da evitare i reciproci colpi bassi per strapparsi associati. Il goal finale è definire una piattaforma (Cgil, Cisl e Uil l’hanno già fatto) per fare partire la madre di tutte le negoziazioni: quella sui criteri per definire le associazioni più rappresentative e, di conseguenza, i contratti di riferimento per ogni settore. Fino a pochi mesi fa sembrava un obiettivo velleitario. Ora un po’ di meno perché con la legge sul «salario giusto» il governo ha aperto a questa soluzione. Ma ci sono ancora ostacoli. Primo fra tutti: trovare un equilibrio con il mondo dell’artigianato. Il governo è favorevole ad aumentare il numero massimo dei dipendenti a 49. Le altre associazioni d’impresa, da Confindustria a Confapi e Confcommercio, temono un’emorragia di imprese. Ieri il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha fatto notare come «la differenza media tra i nostri stipendi e quelli dell’artigianato è circa il 30%». I sindacati considerano i contratti dell’artigianato meno tutelanti. Confapi poi ha calato l’asso stimando in 1,8 miliardi le mancate entrate per lo Stato sotto forma di contributi versati. Da capire ora se prevarrà la condivisione di nuovi equilibri o la concorrenza tra organizzazioni per la conquista degli iscritti.