Vertenza Electrolux, il governo vuole coinvolgere Bruxelles nella partita. La mossa è del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che prova a replicare la strada intrapresa con l’auto anche sul fronte della produzione di lavatrici, frigoriferi e piani cottura: un non-paper per convincere l’Europa a definire risorse e sostegni ad hoc per il cosiddetto “comparto del
bianco”. E tra gli obiettivi c’è quello di replicare, con il contributo dell’Unione, il bonus elettrodomestici: misura – fino a 200 euro di contributo per l’acquisto – sperimentata dall’Italia lo scorso anno. Incentivo, però, solo per i prodotti made in Ue.
Il documento italiano, che cerca il sostegno di altri Paesi a iniziare da Germania, Polonia e Francia, mette sul tavolo una serie di richieste precise: oltre a strumenti per il sostegno della domanda, prendendo ad esempio i sussidi sperimentati a livello nazionale, si ipotizzano interventi per garantire reciprocità rispetto alla concorrenza extra-Ue, correttivi su Cbam e Ets, sistemi di compensazione delle emissioni di CO2 rispettivamente alle frontiere e alla produzione, e rafforzamento dell’Industrial accelerator act. L’obiettivo è chiudere il documento con le firme degli altri Stati tra metà e fine giugno, per portare il tutto al commissario per l’Industria di Bruxelles Stéphane Séjourné «La crisi dell’elettrodomestico non riguarda più soltanto singole aziende o singoli Paesi: è una questione europea, che richiede una risposta comune e tempestiva per sostenere investimenti, occupazione e capacità produttiva nel continente», dice Urso. «Questa filiera deve essere riconosciuta come strategica da Bruxelles», aggiunge. Dal 2024 nel Vecchio continente hanno chiuso 12 stabilimenti di diverse multinazionali, da Beko a Haier, passando per Hisense e Bsh. Aggiungendo il piano Electrolux sono 13 impianti.
Per la multinazionale svedese la riorganizzazione non era più rinviabile. Ed ecco il piano di tagli, 1.700 esuberi in Italia, e di riduzione delle linee. Saranno mantenuti quattro stabilimenti (Susegana in provincia di Treviso, Porcia in provincia di Pordenone, Solaro in provincia di Milano e Forlì) per la produzione di forni, lavatrici, frigoriferi a incasso e lavastoviglie medio e alto di gamma, mentre la quinta fabbrica, a Cerreto d’Esi (Ancona), chiuderà i battenti. Piano
respinto dai sindacati e dai lavoratori, che ieri hanno fatto un presidio durante il Giro d’Italia, ma al tavolo del ministero l’azienda non ha fatto passi indietro. Prossimo match il 15 giugno. Urso ieri, a margine del consiglio Competitività, ha mostrato tutto il suo disappunto al collega svedese, David Sikström, sperando in qualche pressione sul fondo Investor Ab, holding della famiglia Wallenberg che controlla Electrolux. Poi ha incontrato il ministro francese Sébastien Martin, i sottosegretari tedesco Günter Wetzel e polacco Michał Baranowski. Un lavoro diplomatico per provare a far decollare il documento italiano esteso ad altre capitali europee.
29.05.2026
La vertenza Electrolux si sposta a Bruxelles. Urso: aiuti come per l’auto
- La Repubblica