Nel rapporto con la banca le tutele dell’impresa possono essere affidate all’Arbitro bancario finanziario (Abf). Ritardi nell’erogazione di finanziamenti, segnalazioni pregiudizievoli (errate) nelle banche dati, commissioni bancarie non dovute e spese non trasparenti, disfunzioni nelle modalità di pagamento, sono i principali disservizi causati dal sistema bancario nei confronti delle imprese clienti. Per assicurare che gli istituti di credito operino nel rispetto di standard elevati di trasparenza e correttezza nel rapporto con l’impresa (e con i consumatori), l’Abf svolge un importante ruolo di tutela, accanto alle autorità monetarie di vigilanza, intervenendo per recuperare importi e rettificare condizioni sfavorevoli con effetti anche di un certo rilievo.
La questione non è di scarsa rilevanza in quanto qualora eventuali anomalie del sistema bancario si dovessero ripercuotere negativamente in termini di reputazione finanziaria sulle aziende clienti, ciò potrebbe impattare sul rating bancario e più in generale sulla continuità aziendale dell’impresa.
L’Abf si interpone pertanto nel rapporto tra la banca e l’impresa tutelando quest’ultima con decisioni che non sono formalmente vincolanti. A tale riguardo, l’ABF può far sì che l’eventuale inadempienza della banca, o dell’intermediario, venga resa pubblica sul sito della Banca d’Italia per 5 anni e per sei mesi sul sito dello stesso istituto di credito.
Come si legge nello Studio del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e esperti contabili (Cndcec) in collaborazione con la Fondazione nazionale commercialisti (Fnc) “Tutela della clientela bancaria e finanziaria” pubblicato il 27 aprile 2026, l’Abf è un organismo indipendente istituito nel 2009 organizzato in una struttura articolata su base territoriale composta da Collegi insediati presso le sedi della Banca d’Italia, che offre una procedura rapida, semplice e non onerosa affinché l’impresa possa tutelarsi nei rapporti con gli intermediari finanziari.
L’intervento dell’Abf, in pratica, consente al cliente di ottenere una decisione imparziale senza ricorrere al giudice ordinario, di ridurre i costi del contenzioso e di ottenere una maggiore trasparenza bancaria.
Abf e pmi. Per le imprese, soprattutto quelle di dimensioni ridotte, l’Abf rappresenta un’opportunità concreta per risolvere controversie in modo rapido e senza costi elevati (l’assistenza di un avvocato o di altro professionista non è obbligatoria per adire l’Abf). Inoltre gli orientamenti dell’Abf, pur non essendo vincolanti, costituiscono un corpus di prassi interpretative che aiuta le imprese a valutare le condizioni contrattuali, prevedere l’esito di eventuali controversie e verificare la correttezza delle condotte degli intermediari.
Gli orientamenti di un organismo di tutela come l’Abf spingono inoltre le banche a rivedere clausole contrattuali, innalzando gli standard di mercato e stimolando una concorrenza basata sulla qualità dei servizi.
Un sistema di tutela accessibile favorisce infine l’inclusione finanziaria consentendo anche alle imprese più piccole di accedere al credito in condizioni più trasparenti e sicure.
Il ricorso all’Abf. La procedura telematica per inviare un ricorso on line prevede l’utilizzo di Spid o Cie e accesso all’area riservata.
Dopo aver inserito i dati nel portale è possibile procedere alla trasmissione del ricorso, dopodiché il ricorrente potrà utilizzare le diverse funzionalità per gestire l’intero procedimento. Attraverso l’area riservata è possibile verificare lo stato di avanzamento del ricorso, presentare un’istanza di correzione o ulteriori ricorsi.