29.06.2026

Il valore passa da tre approcci

  • Italia Oggi

Mercato, reddito o costo. Prima ancora della scelta del metodo, la determinazione del valore di un’attività dipende dall’approccio valutativo adottato. Il paragrafo I.14 dell’Exposure Draft dei Principi italiani di valutazione (Piv) 2025 affronta proprio questo tema, individuando negli approcci di mercato, del reddito e del costo le tre prospettive economiche alle quali devono essere ricondotti i metodi di stima.

L’Exposure Draft precisa che ai fini della determinazione del valore devono essere utilizzati esclusivamente metodi riconducibili agli approcci di valutazione. La scelta dell’approccio non è neutrale rispetto al risultato della stima e, proprio per tale ragione, l’esperto è tenuto a motivare le ragioni della propria scelta.

La riconduzione dei metodi a uno specifico approccio consente infatti di comprendere il principio economico che ne costituisce il fondamento e di verificare la coerenza della valutazione rispetto all’attività oggetto di stima e alla configurazione di valore ricercata.

Tre approcci fondati, tre principi economici. Gli approcci di valutazione si fondano su tre distinti principi economici.

L’approccio di mercato trova il proprio fondamento nel principio del prezzo di equilibrio. Il valore viene determinato attraverso il confronto con transazioni, prezzi o multipli riferiti ad attività comparabili osservabili sul mercato.

L’approccio del reddito si basa invece sul principio dell’anticipazione dei benefici attesi. In questa prospettiva il valore di un’attività dipende dalla sua capacità di generare risultati economici futuri.

L’approccio del costo trova infine fondamento nel principio del costo di sostituzione e considera il valore in funzione delle risorse necessarie per riprodurre o sostituire un’attività avente caratteristiche analoghe.

Non esiste un approccio da preferire in ogni circostanza. La scelta dipende dalle caratteristiche dell’attività da valutare, dalla configurazione di valore ricercata, dalle informazioni disponibili e dalle modalità normalmente adottate dai partecipanti al mercato.

La scelta dell’approccio non segue regole predefinite. L’individuazione dell’approccio valutativo costituisce uno dei passaggi più delicati dell’intero processo estimativo. Non esistono infatti soluzioni valide in ogni circostanza né criteri applicabili in modo automatico. La scelta richiede una valutazione complessiva dell’attività oggetto di stima, delle finalità dell’incarico, della configurazione di valore ricercata e della qualità delle informazioni disponibili.

Nella pratica professionale possono presentarsi situazioni profondamente diverse tra loro. In alcuni casi il mercato offre riferimenti sufficientemente affidabili da consentire il ricorso a logiche comparative; in altri, l’assenza di dati osservabili rende necessario orientare l’analisi verso differenti criteri valutativi. La natura dell’attività, il contesto nel quale opera e le modalità normalmente adottate dagli operatori del settore costituiscono quindi elementi essenziali nella selezione dell’approccio più appropriato.

L’approccio del reddito e il principio dei benefici attesi. Fra i tre approcci individuati dai Piv, quello del reddito trova applicazione quando il valore dell’attività è strettamente collegato alla capacità di generare risultati economici nel tempo. Il principio economico che lo caratterizza è quello dell’anticipazione dei benefici attesi, secondo il quale il valore dipende dai flussi di risultati che l’attività sarà ragionevolmente in grado di produrre in futuro.

L’attenzione dell’analista si concentra quindi sulla capacità prospettica dell’attività di creare valore, piuttosto che sui costi sostenuti per la sua realizzazione o sui prezzi osservabili sul mercato. Per questa ragione l’approccio del reddito trova frequente applicazione nelle valutazioni aziendali e nella stima di attività che esprimono il proprio valore principalmente attraverso la produzione di benefici economici futuri.

Il processo valutativo, dunque, richiede la formulazione di assunzioni coerenti sui risultati attesi e sulla loro capacità di rappresentare il contributo economico dell’attività oggetto di stima.

Il ruolo dell’approccio del reddito nelle attività immateriali. Uno dei contesti nei quali l’approccio del reddito trova più frequentemente applicazione è quello delle attività immateriali. Marchi, brevetti, tecnologie proprietarie, software e relazioni commerciali presentano infatti caratteristiche che spesso rendono difficile l’utilizzo di logiche fondate sul confronto diretto con il mercato.

In molti casi non esistono transazioni realmente comparabili oppure le informazioni disponibili risultano insufficienti per costruire confronti attendibili. Allo stesso tempo, il costo sostenuto per sviluppare l’attività può non rifletterne l’effettiva capacità di creare valore.

Per tale ragione la valutazione tende a concentrarsi sul contributo economico che l’attività è in grado di apportare all’impresa che la utilizza. Il tema centrale non diventa quindi quanto sia costato creare il bene immateriale né quanto sia stato pagato in altre operazioni, ma quale ruolo esso svolga nella generazione dei risultati aziendali.

Un metodo non coincide con un approccio. I Piv precisano che ciascun approccio comprende una pluralità di metodi di valutazione accomunati dalla medesima logica economica sottostante.

L’approccio del reddito, per esempio, può trovare applicazione attraverso differenti metodi estimativi. Analogamente, l’approccio di mercato e quello del costo possono essere implementati mediante tecniche diverse.

L’esperto è tenuto a chiarire a quale approccio appartengano i metodi utilizzati nella valutazione.

Tale precisazione assume particolare rilievo poiché consente di comprendere il fondamento economico della stima e di verificare la coerenza tra metodo adottato, attività oggetto di valutazione e configurazione di valore ricercata.

Quando utilizzare più di un metodo. I Piv chiariscono che l’esperto non è obbligato a utilizzare più di un metodo. La scelta di un unico metodo è tuttavia giustificata soltanto quando esiste un elevato grado di confidenza nella sua accuratezza e affidabilità rispetto alle specifiche circostanze dell’incarico.

Quando le informazioni disponibili presentano limitazioni significative o l’attività risulta particolarmente complessa da valutare, il Razionale suggerisce di considerare l’utilizzo di più approcci e metodi.

In questi casi il ricorso a differenti prospettive valutative può contribuire a orientare il giudizio finale dell’esperto.

Tuttavia, la conclusione di valore non può essere affidata a un mero calcolo aritmetico. La riconciliazione dei risultati richiede un giudizio professionale che deve essere esplicitato nella relazione di stima.

Anche la media semplice può essere utilizzata come conclusione finale, ma soltanto quando essa costituisca il risultato di una scelta motivata e non di un automatismo matematico.

La presenza di risultati molto divergenti richiede inoltre un’analisi delle cause che hanno generato tali differenze. Divergenze significative possono infatti segnalare problemi nella selezione degli input, nelle modalità applicative dei modelli o nella stessa scelta dei metodi utilizzati.