Tutto riparte da zero. Ma con un segnale chiaro: nessun singolo azionista può avere un peso maggiore degli altri in assenza di un piano condiviso. E la cassaforte non può essere coinvolta in un progetto personale. Lo hanno inviato a Leonardo Maria Del Vecchio i fratelli Claudio, Marisa, Paola, Luca, Clemente e Rocco Basilico all’assemblea della cassaforte approvando il bilancio all’unanimità. Ma quello arrivato ieri dall’assise è anche un messaggio che la cessione delle quote in Mps (17,5%), Generali (10%) e il 2,7% in Unicredit come proposto da Basilico, si può fare solo se inquadrato in un percorso condiviso. L’ok all’unanimità ha però dimostrato la fiducia e la riconoscenza dei soci verso la holding presieduta da Francesco Milleri. Delfin è un’eredità del valore di 40 miliardi, con attivi come Essilorluxottica il cui titolo attraversa un momento delicato sui mercati (-40% dai picchi di novembre, ieri ha chiuso a +0,30%). L’utile di Delfin ha registrato 1,5 miliardi, di cui 1,2 miliardi di flussi dalle partecipate, cento milioni in più rispetto al 2024.
Ora tutti pensano che sia necessario disegnare un’architettura nuova. Quattro soci – Paola, Luca, Clemente e Rocco Basilico – si sentono chiusi in uno schema stretto, con dividenti bloccati al 10%. Come primo passo, l’assemblea ieri ha deciso che ci sarà un maggiore coinvolgimento degli azionisti nella gestione della cassaforte con la nomina di due commissari. Per il resto la partita è aperta. Con alcune incognite come i piani di Luca e Paola che dovevano vendere il loro 25% a Leonardo. Sarà indispensabile un accordo globale per chiudere tutto. Ma non è stato il tema dell’assise di ieri dove non si è discusso di riassetti.
Milleri ha sempre supportato Leonardo Maria. Il giovane imprenditore ieri ha preferito non partecipare affidando a una lettera la propria delusione nei confronti del board, senza quindi esporre l’assemblea al rischio che il proprio voto contrario al bilancio diventasse un detonatore per altri no. Resta fiducioso che si possano individuare le soluzioni migliori per salvaguardare Delfin.
Alcuni azionisti, Rocco Basilico per primo, restano convinti che l’unica strada sia cedere le quote bancarie, anche in più tappe, in secondo l’evoluzione del risiko. Per fare un esempio, Delfin ha a bilancio le azioni Mps a circa 3 euro contro i 10,8 euro attuali, a pochi mesi dall’Opas di Intesa.