17.07.2026

Garanzie, tornano le coperture differenziate per classe di rischio

  • Il Sole 24 Ore

Il Fondo di garanzia per le Pmi ritorna al passato, con coperture che variano in base alla classe di rischio delle imprese. Il riassetto, che entrerà in vigore con l’inizio del 2027, è stato esposto ieri dal ministero delle Imprese e del made in Italy alle principali associazioni imprenditoriali nel corso della riunione del comitato consultivo del Fondo.

Si torna dunque a uno schema simile a quello in vigore fino all’era Covid-19, quando sono state introdotte misure emergenziali fino ad arrivare a una copertura omogenea distinta solo per tipologia di operazioni (50% per liquidità e 80% per investimenti e start up ), con la sola eccezione delle aziende in fascia 5, quella cioè più rischiosa, del tutto escluse.

Le coperture graduate per rischio rispondono all’assunto esposto due giorni fa dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nell’intervento all’assemblea dell’Abi, cioè la necessità di tornare a un Fondo soprattutto a servizio delle situazioni di fallimento di mercato, quelle con rischio più acuto, per evitare che le garanzie servano a coprire le imprese che avrebbero comunque facilmente accesso al canale bancario.

Nel caso di garanzia diretta, lo schema di decreto interministeriale, ancora in definizione tra il ministero delle Imprese e quello dell’Economia, prevede per operazioni finanziarie dirette alla liquidità una copertura del 40% in fascia 1 (la meno rischiosa), del 50% in fascia 2, del 60% in fascia 3 e del 70% in fascia 4.

Per il finanziamento del rischio, ci sarà una copertura unica al 50 per cento. Per quanto riguarda le operazioni finanziarie a fronte di investimenti (inclusi i finanziamenti della Nuova Sabatini) e per quelle destinate a start up e Pmi innovative, la copertura unica resterà all’80 per cento. Garanzia dell’80% anche per le operazioni concesse a nuove imprese, quelle per il microcredito e per le operazioni a importo ridotto (innalzate stabilmente fino a 100mila euro). Solo in quest’ultima categoria, sono ammesse anche le imprese in fascia di rischio 5. Nel caso di riassicurazione, invece, la copertura scende al 64% per la fascia 4 per operazioni di liquidità e per le operazioni di investimento, per start up, nuove imprese, microcredito, importo ridotto.

Viene eliminato il riferimento alla durata dell’operazione finanziaria ai fini della determinazione della copertura. Scatterà inoltre un meccanismo di salvaguardia che consentirà al Consiglio di gestione del Fondo di ridurre le misure massime di copertura nel caso in cui ci si avvicini al limite fissato dal piano annuale di attività. Con norma primaria, probabilmente direttamente in legge di bilancio, dovrebbero inoltre essere confermati l’attuale importo massimo garantito per singolo beneficiario, pari a 5 milioni di euro, e la gratuità per le microimprese.

Per Confartigianato, l’impianto proposto, anche in virtù della selettività delle aliquote, risponde positivamente all’esigenza di risolvere i fallimenti di mercato che condizionano il credito alle Pmi, «ed è apprezzabile la valorizzazione della complementarietà tra la garanzia pubblica e la garanzia mutualistica dei Confidi». Positiva anche la nota di Confcommercio: «La riforma proposta reintroduce garanzie pubbliche differenziate in base al rischio delle operazioni finanziarie, superando il sistema di coperture uniformi introdotto durante l’emergenza Covid, e confermando procedure semplificate per i finanziamenti di importo ridotto, in particolare quelli garantiti dai Confidi». Si supera così, secondo Confcommercio, quell’effetto distorto prodotto dalle misure emergenziali che finiva «per favorire le operazioni più semplici da valutare e meno rischiose».