11.06.2026

Ferretti, Kkcg fa ricorso

  • Italia Oggi

Kkcg Maritime, azionista di rilievo di Ferretti con il 23,25% del capitale, ha presentato ricorso al tribunale di Bologna. La società dell’imprenditore ceco Karel Komarek chiede l’adozione di misure cautelari urgenti per sospendere l’efficacia delle principali delibere approvate dall’assemblea degli azionisti di Ferretti del 14 maggio, incluse quelle relative alla nomina del cda e del collegio sindacale.

Viene richiesto un nuovo conteggio dei voti espressi in assemblea. Secondo la società i diritti di voto di Ferretti international holding (Fih), attraverso cui il gruppo Weichai controllato dal governo cinese detiene il 39,50% del capitale di Ferretti, avrebbero dovuto essere sospesi ai sensi della normativa italiana sul Golden power. E questo in ragione del presunto mancato adempimento di obblighi di notifica applicabili agli investimenti in società titolari di asset e know how di rilevanza strategica per la sicurezza nazionale e la difesa italiane. Kkcg Maritime sostiene che, in assenza dei voti attribuiti a Fih, l’esito sarebbe stato differente e che sarebbero state approvate le proposte presentate dalla stessa Kkcg Maritime, con conseguenze dirette sulla composizione degli organi sociali e sull’assetto di governance.

Ferretti dispone di tecnologie, know how e capacità industriali di rilevanza strategica e dual use la cui rilevanza strategica non si limita a una singola linea di business o divisione. Tale know how, i dati, le capacità ingegneristiche e le relazioni industriali possono avere «una chiara rilevanza in materia di sicurezza e difesa per loro natura, indipendentemente dal fatto che siano concentrati all’interno di una specifica divisione dedicata alla difesa», ha precisato Kkcg Maritime. Il rispetto dei requisiti del Golden power e degli obblighi di trasparenza applicabili alle società quotate va pienamente valutato e verificato dalle autorità competenti.

L’istanza cautelare è stata presentata «vista la particolare urgenza». Consentire a Ferretti di continuare a essere governata da organi societari nominati tramite delibere la cui validità è ora oggetto di contestazione giudiziaria, a detta di Kkcg Maritime, crea una significativa incertezza giuridica e di governance. Inoltre qualsiasi accesso, trasferimento o integrazione non controllati di tali informazioni nei processi decisionali potrebbe avere conseguenze difficili, se non impossibili, da invertire.

Il ricorso solleva, inoltre, interrogativi sulla trasparenza degli assetti azionari e dell’esercizio dei diritti di voto. Le delibere contestate da Kkcg Maritime «sono state approvate grazie al sostegno decisivo di Fih, attraverso cui il gruppo cinese Weichai, controllato dallo Stato cinese, detiene il 39,5% di Ferretti». Mentre la lista per il cda di Fih è stata sostenuta da 15 azionisti che risultano strettamente collegati tra loro e rappresentavano il 49,74% del capitale, quella di Kkcg Maritime ha ricevuto il sostegno di un gruppo diversificato di 164 azionisti che rappresentavano il 45,11% ed è stata raccomandata dai proxy advisor indipendenti Iss e Glass Lewis.

Vengono inoltre sollevate preoccupazioni in merito ad acquisti recenti di azioni e all’esercizio dei diritti di voto, sostenendo che la maggioranza degli azionisti a supporto di Fih è legata alla Repubblica popolare cinese o a Fih, detiene collettivamente fino a circa il 10% di Ferretti e potrebbe avere stretto accordi non resi noti al mercato con Fih o avere agito in modo coordinato con essa.