21.10.2026

EssilorLuxottica batte le stime, il fatturato cresce del 7,2%

  • Il Sole 24 Ore


Nel terzo trimestre EssilorLuxottica segna un progresso dei ricavi del 7,2% a cambi costanti, superando le attese del mercato, e per la prima volta alza il velo sui numeri del mercato degli occhiali smart.

Nel dettaglio EssilorLuxottica ha comunicato l’ammontare esatto dei ricavi generati dal business dei dispositivi indossabili, che comprende anche gli occhiali acustici Nuance: le vendite raggiunto i 486 milioni di euro (546 milioni di dollari) nel terzo trimestre. In proposito il gruppo registra una riduzione della crescita delle vendite di questa categoria di prodotti, che sono sì aumentati del 20% ma si confrontano con un tasso di crescita vicino al 100% registrato nel periodo aprile-giugno. Un rallentamento fisiologico, secondo la società, dovuto in parte al difficile confronto con l’anno precedente, quando le vendite avevano beneficiato della progressiva affermazione di questi occhiali sul mercato.

Il peso degli smart glasses resta tuttavia contenuto e pari a circa il 6,5% dei ricavi complessivi. I ricavi totali del trimestre si sono infatti attestati a 7,49 miliardi di euro, superando i 7,36 miliardi attesi dal consenso degli analisti. In questo quadro continua a crescere il Nord America, il principale mercato del gruppo: le vendite sono cresciute del 4,7% nel trimestre, mentre i ricavi nell’area Asia-Pacifico hanno registrato un incremento a doppia cifra, sostenuti dal portafoglio di prodotti dedicati alla gestione della miopia. «Trimestre dopo trimestre, continuiamo a dimostrare la forza del nostro modello unico, con il contributo di tutte le aree geografiche e la performance particolarmente brillante dell’Asia-Pacifico, in progresso a doppia cifra», hanno dichiarato in una nota congiunta l’amministratore delegato Francesco Milleri e il vice Paul du Saillant.

Il dato sul fatturato racconta così che EssilorLuxottica continua a crescere. Una storia diversa da quella che si legge in Borsa negli ultimi mesi. Ieri le azioni sulla Borsa di New York registrava un rialzo superiore al 5% dopo la diffusione dei dati, ma se si guarda la performance da inizio anno è pari a -40%. Il ridimensionamento della capitalizzazione di EssilorLuxottica pesa così sul valore di Delfin, la holding degli eredi Del Vecchio e agita gli umori dei soci, da tempo alla ricerca di un difficile accordo su governance e assetti. Proprio la complessità del sistema Delfin e l’instabilità della proprietà, secondo diversi osservatori, contribuiscono all’incertezza sul futuro del gruppo. Certo, gli azionisti non hanno voce in capitolo sulla gestione della holding e su quella di EssilorLuxottica. Ma è altrettanto vero che Delfin è espressione del primo socio della controllata con il 32,4% e tra qualche mese sarà chiamata a esprimere il voto sul rinnovo del ceo Francesco Milleri. Un voto che, tuttavia, da solo non è sufficiente a blindare il rinnovo di Milleri. Storicamente l’affluenza alle assemblee di EssilorLuxottica è alta, spesso vicina all’85%. Fondamentale, dunque, sarà il voto del mercato e dell’anima francese.