08.05.2026

Enel, investimenti su dell’11%Profitti verso quota due miliardi

  • Il Corriere della Sera

Più investimenti e più profitti per Enel, che ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un risultato netto ordinario in crescita del 3,9% a oltre 1,94 miliardi. L’Ebitda ha di poco superato i 6 miliardi (+3,6%), mentre i ricavi sono scesi del 6,7% a 20,6 miliardi per un combinato disposto di effetti negativi in Italia, che il gruppo guidato da Flavio Cattaneo (in attesa di conferma del mandato con l’assemblea degli azionisti del 12 maggio) imputa alle minori quantità di energia elettrica vendute, ai minori prezzi medi applicati ai clienti finali e ai minori volumi scambiati sul mercato all’ingrosso. Il traino dei conti è dovuto alla «positiva performance registrata principalmente in Spagna e in America Latina», che «ha più che compensato la riduzione dei margini in Italia». Salgono in doppia cifra gli investimenti, che nel primo trimestre sono ammontati a 2,3 miliardi, quasi l’11% in più su anno, focalizzati principalmente nelle reti (69%) e nelle energie rinnovabili (19% del totale). In Enel Grids i capex hanno riguardato principalmente Italia, Brasile e Spagna, con lo scopo di migliorare l’affidabilità, la qualità del servizio e la resilienza degli impianti a eventi climatici estremi. In Enel Green Power l’aumento è sostanzialmente riconducibile alle attività in Italia e Cile.

Il futuro? Enel guarda soprattutto Oltreoceano. Gli Usa «offrono l’opportunità e sono il mercato che ci dimostra che c’è un’opportunità anche in termini di evoluzione futura dello scenario dei prezzi, perché è lì che la domanda sta davvero crescendo», ha dichiarato il cfo Stefano De Angeli durante la conference call con gli analisti. Abbiamo fortemente orientato i nostri investimenti verso opportunità brownfield (impianti già esistenti, ndr)». Il cfo ha sottolineato che si sono registrati alcuni «segnali in Europa negli ultimi due mesi, in Spagna e anche in Italia, ma in Texas tutti erano alla disperata ricerca di capacità. Ora tutti dicono che la domanda per i data center esploderà, ma noi non abbiamo solo i data center. Abbiamo molte attività, per cui abbiamo molte opportunità e, dunque, gli Stati Uniti sono sicuramente il nostro primo obiettivo. Poi dobbiamo guardare dove ci sono opportunità più piccole su cui stiamo lavorando, specialmente in Europa e in Germania, come in altre situazioni».

De Angelis ha confermato lo scenario prudente della strategia presentata a febbraio: «Si basava su una curva dei prezzi che riflette sia lo scenario dei prezzi a termine al momento della stesura del piano, sia la prima stima dell’impatto del decreto Energia. Se osserviamo l’attuale curva dei prezzi per l’anno solare 2027-2028, i dati risultano in linea con le nostre assunzioni di piano».