19.05.2026

Enel cresce nelle rinnovabili Usa, intesa per rilevare impianti solari

  • Il Sole 24 Ore

Enel continua a crescere nelle rinnovabili e a investire all’estero. La società energetica, attraverso Enel Green Power North America, ha firmato un accordo per l’acquisizione da una utility statunitense di un portafoglio di 7 impianti fotovoltaici situati negli Stati Uniti con una capacità installata complessiva di circa 270 MW e un enterprise value pari a circa 140 milioni di dollari (circa 120 milioni di euro). L’operazione, comunica la società, avrà un impatto positivo sull’Ebitda ordinario consolidato di Enel di circa 20 milioni di dollari all’anno. Grazie all’operazione annunciata, Enel espande la sua presenza negli Usa entrando per la prima volta in stati come Virginia, Carolina del Nord e Carolina del Sud.

A valle del completamento del closing delle recenti acquisizioni (830 MW relativi a impianti eolici e solari annunciata a febbraio e circa 270 MW relativi a impianti fotovoltaici annunciata ieri) la capacità installata totale negli Stati Uniti raggiungerà oltre 13 GW.

Il closing dell’operazione, previsto entro la fine del 2026, è subordinato ad alcune condizioni sospensive caratteristiche per questo tipo di operazioni, tra le quali il rilascio delle autorizzazioni richieste dalle normative statunitensi applicabili.

L’acquisizione è in linea con la strategia del gruppo, che prevede la crescita della capacità di generazione da fonti rinnovabili anche attraverso l’acquisizione di asset già in esercizio (brownfield). Il target inserito nel Piano Strategico 2026-2028 per operazioni brownfield è pari a circa 6 GW di capacità e da inizio anno, contando anche questa operazione, Enel ha già firmato o finalizzato circa 1,3 GW di nuova capacità.

Già al Capital Market Day di febbraio Enel aveva preannunciato l’avvio di una nuova fase di acquisizioni, per cogliere opportunità legate a un mercato dell’energia elettrica in molti Paesi «ormai maturo», tanto che utility e fondi di investimento hanno annunciato processi di dismissione di asset.

In questo contesto, l’ad Flavio Cattaneo aveva lasciato intendere che tra i Paesi in pole position c’erano quelli con una domanda di energia in crescita e un aumento dei prezzi, come gli Stati Uniti, dove il gruppo è interessato soprattutto agli impianti brownfield (già costruiti). «Non lo consideriamo a rischio come mercato: i prezzi sono in rialzo ed è l’area dove ripartirà più in fretta il consumo», aveva dichiarato l’ad facendo riferimento proprio agli Usa.

Con l’annuncio dell’acquisizione di ieri, il piano preannunciato a febbraio ha continuato a prendere forma. Peraltro anche la trimestrale presentata il 7 maggio ha messo in evidenza un balzo degli investimenti il cui focus insiste proprio sulle energie rinnovabili. La strategia insomma è sempre più chiara.