29.05.2026

Edison, Edf può attendere

  • Italia Oggi

La crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente frena i piani di valorizzazione di Edison. Il gruppo energetico francese Edf, secondo l’agenzia Reuters, ha deciso di rinviare al 2027 il progetto di cessione di una quota della controllata italiana, che doveva garantirgli le risorse finanziarie da destinare agli investimenti nella flotta nucleare. Nel 2024 Edf aveva affidato a diversi advisor il compito di valutare opzioni strategiche per Edison, tra cui la vendita di una partecipazione di minoranza a un partner finanziario oppure la quotazione in borsa. Una decisione confermata a febbraio dello scorso anno.

A rallentare il processo sono stati il peggioramento dello scenario geopolitico in Medio Oriente e le conseguenze sul mercato del gas naturale liquefatto (Gnl), oltre ad alcuni cambiamenti del quadro regolatorio italiano. Edison è il secondo importatore di gas in Italia e risulta particolarmente esposto alle tensioni sulle forniture energetiche internazionali. I consulenti di Edf starebbero rivedendo il piano industriale della società italiana per incorporare gli effetti delle recenti interruzioni nei flussi di Gnl. Le interlocuzioni con potenziali investitori potrebbero riprendere in settembre, ma molto dipenderà dall’evoluzione della crisi nell’area del Golfo e dall’impatto sulle valutazioni del gruppo.

Le stime circolate sul mercato lo scorso anno indicavano per la società italiana presieduta da Marc Benayoun una valorizzazione compresa fra 7 e 10 miliardi di euro. A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la comunicazione di QatarEnergy relativa alla cancellazione di altri cinque carichi di Gnl destinati all’Italia. Edison, che dispone di un contratto di lungo termine con il gruppo qatariota per la fornitura di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno, ha precisato che la situazione di forza maggiore resterà in vigore almeno fino a metà agosto.

Intanto Edf ha precisato che sta «valutando tutte le opzioni disponibili alla luce dei recenti sviluppi» e che «monitoriamo attentamente le condizioni di mercato». Secondo gli esperti il rinvio dell’operazione conferma come le tensioni geopolitiche stiano tornando a incidere direttamente sulle strategie industriali e finanziarie dei grandi gruppi energetici europei, proprio mentre il settore è impegnato nella transizione energetica e nel rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti.