15.07.2026

Dai distributori di carburanti alla revisione del bonus/malus Rc

  • La Repubblica

È già scontro sul Ddl Concorrenza. In attesa che il testo, messo a punto dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, arrivi in Consiglio dei Ministri, sette organizzazioni hanno inviato una segnalazione congiunta all’Antitrust, contestando la norma che estende alle telecomunicazioni le restrizioni al telemarketing introdotte dal decreto Bollette.
La diffusione della segnalazione congiunta ieri ha tra l’altro rafforzato l’aspettativa che il provvedimento arrivasse nel Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio. Fonti del Mimit hanno invece ribadito che, come annunciato in diverse occasioni dal ministro Urso, il disegno di legge arriverà in Cdm entro la fine di luglio, e che quindi al momento non c’è un’urgenza particolare. Al momento la bozza è stata comunque messa a punto e inviata alla Ragioneria
(che la sta esaminando) e ai ministeri coinvolti, per un esame preliminare.
A contestare l’art.13 della bozza messa a punto dal Mimit Assocall-Confcommercio, Codacons, Federazione iConsumatori, Movimento di Difesa del Cittadino, AssoUrt (associazione utenti dei servizi radiotelevisivi) e Federazione nazionale Ugl terziario. In un comunicato congiunto, le sette organizzazioni obiettano che l’estensione alle telecomunicazioni della disciplina dell’art.51 del Codice del consumo (che al momento si applica solo alle bollette del gas e dell’energia) produce «effetti restrittivi sulla concorrenza» e penalizza «nuovi entranti, intermediari e imprese regolari», senza «incidere in modo efficace sugli operatori abusivi» e soprattutto «restringendo ulteriormente il mercato, senza alcun beneficio per i consumatori».


«Non abbiamo mai difeso il telemarking illegale – obietta il presidente di Assocall Leonardo Papagni – ma è sbagliato colpire in modo indiscriminato chi usa il canale telefonico per raggiungere i consumatori». Semmai, la questione è quella dell’anonimato: «Con le associazioni dei consumatori lanceremo un portale per raccogliere le segnalazioni di utenti sulle telefonate camuffate. Bisogna lavorare sulla trasparenza». Inoltre la questione del telemarketing selvaggio, rileva il presidente del Codacons Gianluca Di Ascenzo, «non è limitata alle bollette e alle telco: gli utenti ricevono per telefono anche offerte non richieste di prodotti come i depuratori dell’acqua, o di servizi come corsi di istruzione superiore». E quindi la vera questione «è il contenuto della telefonata, non la provenienza».
Posizione non condivisa da tutte le organizzazioni dei consumatori: «Giù le mani dalla stretta sul telemarketing nel settore della telefonia, o peggio ancora su luce e gas. – si ribella Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori – Nessun passo indietro deve essere fatto sul sacrosanto giro di vite che si intende fare nel Ddl concorrenza». A difesa della norma anche l’Adoc, che in nota invoca «un freno definitivo al telemarketing selvaggio,
estendendo i divieti a tutti i settori merceologici».