La data fatidica è il 5 maggio. Ma ha nulla a che vedere con l’ode Manzoniana in occasione della scomparsa di Napoleone. In questo caso la data coincide con il termine del mandato di Roberto Rustichelli alla presidenza dell’Antitrust. A nominarlo è stato il governo gialloverde, guidato da Giuseppe Conte, nel 2019 e ora l’esecutivo deve indicare un successore. La premier Giorgia Meloni, al termine del consiglio dei Ministri che ha varato il decreto Lavoro, ha confermato che la prossima settimana saranno nominati i vertici di Antitrust e Consob. Un annuncio calcolato perché con la scadenza del mandato di Rustichelli il collegio dell’Authority della concorrenza si ridurrebbe a due soli componenti (Elisabetta Iossa e Saverio Valentino).
Una condizione che politicamente esporrebbe il governo a i prevedibili attacchi dell’opposizione, tanto più che dallo scorso 8 marzo il vertice di Consob è vacante dopo la fine del mandato del presidente Paolo Savona. Il risiko nomine è dunque in corso con l’obiettivo di avere i due candidati per il consiglio dei ministri di martedì prossimo (sebbene ancora non sia stato convocato). Il nodo principale è legato soprattutto alla presidenza di Consob, dove la candidatura del sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, Federico Freni, ha finora incontrato la ferma contrarietà del vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani (che potrebbe sostenere, invece, l’attuale commissario Consob Federico Cornelli).
Le candidature
Il no di Forza Italia, la soluzione interna con Cornelli. Per il Garante anche Palmieri Sandulli
Le prossime ore serviranno a stabilire se il negoziato all’interno della coalizione di governo sarà in grado di soddisfare Tajani, con un via libera a Freni o meno. Sul versante Antitrust i profili più accreditati per la presidenza sono quelli di due profili già presenti in Authority, come Guido Stazi (attuale segretario generale) e lo stesso componente del collegio Valentino. Altri possibili candidati sono Carlo Deodato, segretario generale della Presidenza del Consiglio, e Gabriella Palmieri Sandulli, avvocato generale dello Stato. L’unica certezza è che la premier Meloni punta a chiudere al più presto.