03.07.2026

Confimprese, 6mila nuovi negozi nel 2026 Nel commercio più AI e cybersicurezza

  • Il Sole 24 Ore

Più tecnologia nel commercio moderno che si attende un 2026 all’insegna della stabilità delle vendite mentre le insegne confermano i piani d’investimento annunciati. Questi i punti chiavi emersi durante il Retai Summit di Confimprese, organizzato in collaborazione con Jakala e Tig, terminato ieri.

Il dato chiave è la conferma, nonostante la situazione geopolitica, dei piani d’investimento del sistema degli associati con l’inaugurazione di quasi 6mila punti vendita nel corso del 2026 e la creazione di oltre 35mila nuovi posti di lavoro. «Le aziende stanno investendo in modo mirato – da detto Mario Resca, presidente Confimprese – privilegiando format più efficienti e una maggiore integrazione tra fisico e digitale. In una fase di incertezza, gli investimenti diventano più selettivi e orientati al medio-lungo periodo». Secondo il presidente di Confimprese alla fine del 2026, dopo un primo quadrimestre segnato da consumi fiacchi (-0,5%) è seguito un maggio chiuso con un +3,7% che ha riportato in area positiva il bilancio. Le previsioni per fine anno parlano di una crescita del fatturato di mezzo punto. In una tavola rotonda è stata affrontata l’evoluzione del retail che si sviluppa grazie a punti vendita molto più innovativi, che offrono esperienze di qualità e sono connessi al mondo digitale. «La sfida, oggi, è coniugare prudenza e visione: gestire l’incertezza del presente senza rinunciare a costruire le basi della crescita futura» avverte Resca.

Strategica sarà la capacità di offrire delle esperienze personalizzate che rispondono alle richieste che arrivano dalle nuove generazioni a caccia di relazioni con i brand anche nel negozio fisico. Un percorso evolutivo in chiave puramente digitale con nuovi processi, dati e intelligenza artificiale. Asset digitali da custodire.

«Il mercato è veloce e la sfida è adesso, per tutti – ha ricordato Paola Boromei, Chief operating officer del Gruppo Il Sole 24 Ore, intervenendo alla tavola rotonda “Tecnologia, Ai, dati e cybersecurity” -. Le tecnologie rappresentano un’opportunità per le imprese e per le persone, siamo in un contesto complesso in cui una sfida convive con l’altra. Nel Gruppo Il Sole 24 Ore siamo partiti coinvolgendo il personale con formazione al 100% dei dipendenti, data/Ai, ma soprattutto attenzione alta sul fronte della cybersecurity che stiamo implementando – continua Boromei -. Sono partite le prime sessioni anche in ottemperanza alla direttiva europea Nis 2, che definisce gli standard comuni di cybersicurezza per aumentare la resilienza di imprese e infrastrutture critiche». Propio nel campo della cybersicurezza il fattore umano resta tra le criticità. «La trasformazione più importante non è tanto l’intelligenza artificiale quanto il modo con cui impatta sul modo di lavorare – avverte Dario Ramilli, ceo di Ilio Security Group -. Cerchiamo di prevedere l’attacco attraverso l’individuazione dei segnali deboli e qui l’utilizzo dei dati è indispensabile. Si deve fare rapidamente». Il ceo di Ilio ha ricordato che «il 96% degli attacchi cyber dipende da errori umani». Da qui il percorso per creare una cultura della sicurezza perché ogni persona «indipendentemente dal ruolo che occupa in azienda, abbia la consapevolezza che le sue azioni quotidiane possono o meno compromettere la sicurezza della propria organizzazione. L’intelligenza artificiale bisogna governarla. Non sostituisce l’attività umana, ma la rende decisamente più efficace» conclude Ramilli.