LIl gruppo Caltagirone si affianca a Intesa Sanpaolo e mette su un binario morto il piano di difesa di Mps di Luigi Lovaglio. Dopo Delfin (17,6%) e Benetton (1,45%) anche il terzo azionista del Monte, con il 13,5%, ha fatto sapere ufficialmente che voterà contro a tutti e cinque i punti dell’assemblea straordinaria in programma per il 29 ottobre. E cioé si opporrà alle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali, all’aumento di capitale volto a sostenerle, alla distribuzione straordinaria di un dividendo in cash e azioni e alla fusione con Mediobanca. Anche il fondo Praude dell’avvocato Massimo Malvestio, titolare dello 0,72% di Mps, ha fatto sapere che voterà contro portando il fronte dei no oltre il 33%.
L’unico punto su cui il gruppo Caltagirone voterà a favore sarà in sede ordinaria per la cooptazione in cda di Alessandro Caltagirone e di Gianluca Brancadoro, che però dovranno raccogliere almeno il 50% dei voti presenti in assemblea.
Il chiodo sulla bara del piano Lovaglio è stato piantato dai francesi del Crédit Agricole, soci di Banco Bpm con il 29,3%: «Abbiamo deciso di non conferire le azioni all’Ops, a questo punto destinata a non partire», ha detto il ceo Olivier Gavalda.
LIl gruppo Caltagirone si affianca a Intesa Sanpaolo e mette su un binario morto il piano di difesa di Mps di Luigi Lovaglio. Dopo Delfin (17,6%) e Benetton (1,45%) anche il terzo azionista del Monte, con il 13,5%, ha fatto sapere ufficialmente che voterà contro a tutti e cinque i punti dell’assemblea straordinaria in programma per il 29 ottobre. E cioé si opporrà alle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali, all’aumento di capitale volto a sostenerle, alla distribuzione straordinaria di un dividendo in cash e azioni e alla fusione con Mediobanca. Anche il fondo
Praude dell’avvocato Massimo Malvestio, titolare dello 0,72% di Mps, ha fatto sapere che voterà contro portando il fronte dei no oltre il 33%.
L’unico punto su cui il gruppo Caltagirone voterà a favore sarà in sede ordinaria per la cooptazione in cda di Alessandro Caltagirone e di Gianluca Brancadoro, che però dovranno raccogliere almeno il 50% dei voti presenti in assemblea.
Il chiodo sulla bara del piano Lovaglio è stato piantato dai francesi del Crédit Agricole, soci di Banco Bpm con il 29,3%: «Abbiamo deciso di non conferire le azioni all’Ops, a questo punto destinata a non partire», ha detto il ceo Olivier Gavalda.