09.10.2026

Da Intesa Sp 20 mld di credito

  • Italia Oggi

Venti miliardi di euro di nuovo credito per sostenere le piccole imprese italiane e una sforbiciata ai costi dei pagamenti elettronici che vale 100 milioni: Intesa Sanpaolo ha annunciato un piano dedicato a commercio, turismo e artigianato. Sono tre settori alle prese con l’aumento dei costi energetici, l’inflazione e la necessità di investire in innovazione. Le nuove misure si accompagnano al rinnovo degli accordi con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato. L’operazione, promossa attraverso la divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, riguarda potenzialmente una platea di oltre 4,4 milioni di microimprese che rappresentano il 95% del tessuto imprenditoriale italiano. Di queste circa 800 mila sono già clienti della divisione, che dal 2020 allo scorso giugno ha erogato 20 miliardi di finanziamenti a questo segmento.

«Quello che può fare un grande gruppo non lo può fare un gruppo estremamente locale, il credito da solo può non essere sufficiente, oggi raccontiamo una serie di soluzioni», ha spiegato Barrese. «I tassi potrebbero salire ulteriormente e la possibilità per un’impresa che ha preso un finanziamento qualche anno fa di poter sospendere la quota capitale fino a tre anni significa consentire a questa impresa di mantenere in azienda flussi di cassa che consentono di finanziare iniziative importanti. In un anno faccio dai 100 ai 130 mila chilometri in macchina e questo è il termometro di quanto e come la banca è vicina a impresa e territorio».

Una delle novità più rilevanti riguarda i pagamenti elettronici. Intesa Sanpaolo azzera le commissioni sulle transazioni effettuate con Pos fisico fino a 20 euro, raddoppiando la precedente soglia di esenzione di 10 euro. Per gli importi superiori sono previste condizioni agevolate, oltre a iniziative dedicate al canone dei terminali. La misura punta ad alleggerire i costi sostenuti soprattutto dai piccoli negozi, dove i micropagamenti rappresentano una quota importante delle operazioni quotidiane. Il mercato di riferimento conta circa 3 miliardi di transazioni all’anno, per un controvalore complessivo di 40 miliardi di euro. Secondo le stime della banca, il beneficio per gli esercenti raggiungerà 100 milioni nell’arco di 14 mesi, con un risparmio medio di 450 euro per ciascuna attività interessata.

Il secondo pilastro del piano riguarda l’accesso al credito. I 20 miliardi messi a disposizione da Intesa Sanpaolo sono destinati a finanziare investimenti nello sviluppo delle attività, nella digitalizzazione e nell’efficienza energetica. Tra le nuove soluzioni c’è Prima rata zero che prevede, per i finanziamenti fino a 50 mila euro, il pagamento da parte della banca della quota interessi della prima rata. Il beneficio si ripeterà anche sulle rate di fine 2027 e fine 2028 attraverso il cosiddetto Bonus Natale. Il risparmio stimato è di 600 euro per impresa beneficiaria. Non si tratta di un azzeramento integrale della rata ma della componente relativa agli interessi, che verrà sostenuta direttamente dall’istituto. A questa misura si aggiunge la nuova Formula flessibilità che consentirà alle aziende di sospendere il rimborso della quota capitale sui finanziamenti in essere, prolungandone la durata.

«Il nostro paese è reso vitale da piccoli imprenditori che trasmettono tra diverse generazioni il saper fare italiano e arricchiscono le filiere produttive», ha sottolineato Carlo Messina, a.d. di Intesa Sanpaolo. «Dobbiamo tutelare questo patrimonio e dobbiamo farlo insieme al mondo associativo, da sempre interlocutore decisivo per le nostre iniziative». Il banchiere ha ribadito che il patto con le tre associazioni punta a sostenere sviluppo, competitività e innovazione attraverso i 20 miliardi di nuovo credito e le agevolazioni annunciate. La dimensione economica del segmento spiega la scelta della Ca’ de Sass: le microimprese italiane occupano 7,5 milioni di persone, pari al 41% della forza lavoro, e generano un quarto del valore aggiunto nazionale.