09.10.2026

Salvati 45.800 posti di lavoro

  • Italia Oggi

Nei primi otto mesi del 2026 la composizione negoziata registra 1.128 nuove istanze. I risanamenti conclusi favorevolmente dall’avvio dello strumento hanno preservato, secondo Unioncamere, circa 45.800 posti di lavoro: un risultato che misura la ricaduta industriale e sociale delle trattative con i creditori. Il bilancio complessivo arriva a 5.084 istanze dal 15 novembre 2021, quando è diventato operativo l’istituto introdotto dal decreto legge 118/2021 durante il governo Draghi. Su 3.453 pratiche definite, 777 hanno avuto esito favorevole: circa il 23%. Il dato riguarda i percorsi conclusi e va distinto dal totale delle domande, che include anche le trattative ancora in corso.

La crescita del ricorso alla composizione negoziata segnala il consolidamento di una modalità di gestione anticipata delle difficoltà aziendali. Il percorso, di natura prevalentemente stragiudiziale, consente all’imprenditore di cercare un accordo con banche, fornitori e altri creditori, con l’assistenza di un esperto indipendente. Il sistema camerale gestisce l’accesso e la nomina degli esperti; il tribunale interviene nei casi previsti dalla legge, tra cui la conferma delle misure protettive. L’obiettivo è individuare soluzioni praticabili per il risanamento, preservando attività produttiva e occupazione.

La diffusione attraversa settori e dimensioni differenti. Tra le imprese entrate recentemente nel percorso figura Natuzzi, alle prese con le difficoltà del comparto dei divani. Coin e Furla hanno invece completato positivamente le rispettive trattative. Ad agosto si è conclusa favorevolmente la composizione negoziata di Tfm Automazione, attiva nella meccanica di precisione per l’automotive, con circa 60 milioni di fatturato e 250 dipendenti. Esito positivo anche per Colines, produttrice di macchine per la lavorazione di plastica e gomma, con circa 150 addetti.

Tra i dossier industriali figura inoltre Edim, attiva nella fusione dei metalli e già appartenente al gruppo Bosch. Alle vicende più recenti si affiancano quelle di Bricoteam, nella rete di punti vendita a insegna Bricofer, dell’operatore energetico Gala e della società di impiantistica Nagest. Il caso Egea evidenzia, invece, la complessità delle trattative di gruppo, nelle quali occorre coordinare più società e una pluralità di soggetti interessati.

Il quadro resta tuttavia selettivo. Le pratiche chiuse negativamente sono 2.676: nel 54% circa dei casi le trattative con i creditori non hanno prodotto una soluzione. Per 839 istanze è mancata una concreta prospettiva di risanamento, mentre la rinuncia dell’imprenditore rappresenta circa il 15% delle chiusure sfavorevoli. Queste cause indicano che l’accesso allo strumento, da solo, non garantisce il recupero dell’equilibrio aziendale.

La tempestività rimane una variabile decisiva. Quando la domanda arriva dopo l’esaurimento della liquidità o il deterioramento dei rapporti commerciali, si restringono gli spazi per un accordo sostenibile. L’emersione anticipata delle difficoltà deve accompagnarsi a un piano credibile, fondato su flussi di cassa verificabili e proposte compatibili con la capacità dell’impresa di proseguire l’attività.

Conta anche l’esperienza dell’esperto, chiamato a facilitare il confronto e valutare la praticabilità del risanamento. I commercialisti rappresentano il 78% dei professionisti coinvolti e gli avvocati il 20%; resta marginale la presenza di dirigenti d’impresa e consulenti del lavoro. La composizione degli incarichi conferma il peso delle competenze contabili e giuridiche, alle quali deve affiancarsi la comprensione delle dinamiche industriali.

Un passaggio cruciale riguarda infine il debito tributario. La limitata approvazione delle transazioni fiscali ha frenato alcune soluzioni concordate; gli aggiornamenti segnalano però 53 accordi approvati. La capacità di coinvolgere anche il creditore pubblico può ampliare le possibilità di risanamento. È su questo terreno, insieme all’accesso tempestivo e alla qualità dei piani, che si misurerà il consolidamento dello strumento.