21.10.2026

Btp, agli italiani la cedola piace trimestrale

  • La Repubblica

Meglio il “tradizionale” o il “cedolone”? Anche nel secondo giorno di ordini per il Btp Valore, non sembra ci sia gara. Gli italiani ne hanno chiesti finora per 8,58 miliardi, 6,3 con cedole trimestrali, oltre il triplo degli ordini rispetto al formato che capitalizza l’interesse (2,28 miliardi). Eppure la cedola unica finale offre un rendimento di 35 punti base più alto. Il Mef offre sul Btp tradizionale il 3,7% lordo i primi due anni, il 4,1% per altri due e il 4,70% nel 2031.
Fa un 20,3%, pari al 4,06% lordo l’anno, che diventa 3,55% senza l’aliquota del 12,5%. L’altro formato invece paga il 22,25% in una soluzione, pari al 4,45% lordo (3,90% netto). In teoria, un’obbligazionista dovrebbe massimizzare il rendimento: e così forse sperava anche il Mef, perché c’è sempre tempo per pagare. Ma la nuova emissione è riservata ai piccoli investitori, quindi sembrano valere anche altre logiche. Come quella, molto spicciola, per cui fa comodo
avere ogni tre mesi un’entrata finanziaria che integri redditi o pensioni. Facciamo un esempio: un pensionato che investe 100.000 euro nel Btp Valore incasserà fino al 2031 in media 901 euro netti a trimestre, 300 al mese. Come un piccolo affitto. Soldi che può spendere, o perfino reinvestire. (se non avesse bisogno o voglia di spenderli); guadagnando due volte. Tra l’altro, non è detto che l’inflazione, da cui un titolo del genere dovrebbe proteggere, nei prossimi anni scenda: Bankitalia prevede un 3,2% quest’anno e il 2,4% il prossimo. Ma il quadro geopolitico
degli ultimi anni ha mostrato quanto precarie possano rivelarsi anche le più dotte analisi, a fronte di traumi esogeni a cadenza regolare. Gli italiani stanno dicendo ai loro consulenti finanziari, e al Mef, che è meglio meno ma subito