La ricetta di Bmw per recuperare redditività, in un panorama del mercato automobilistico fortemente condizionato dalla stagnazione del mercato cinese, punta anche sull’Ai per ridurre di un quinto le posizioni manageriali, nell’ambito di una strategia che vede in generale il controllo dei costi, la semplificazione della struttura organizzativa e la ricalibrazione del mix di portafoglio come leve principali per il recupero di efficienza.
Lo scorso giugno il gruppo tedesco, le cui azioni sono ai minimi da sei anni (+1,5% ieri dopo gli annunci) aveva sorpreso i mercati con il terzo profit warning in poco più di tre anni, annunciando che a fine anno la marginalità potrà scendere fino all’uno per cento. Ora l’obiettivo, esplicitato ieri dai vertici della società durante la giornata conclusiva della due giorni di Capital Markets Day, è portare i margini del settore auto al 3-5% entro il 2028 (nell’ultimo trimestre l’Ebit margin è sceso al 2,3% dal 5,4% dello stesso periodo dell’anno precedente) con un free cash flow superiore ai 5 miliardi di euro; il target di lungo termine, all’inizio del prossimo decennio, è invece dell’8-10%.
La casa automobilistica tedesca sta cercando di ricostruire la propria redditività dopo che la continua guerra dei prezzi in Cina, le forti spese per il rinnovamento dei modelli elettrici e le tensioni geopolitiche hanno schiacciato i rendimenti. Il controllo dei costi, come già evidenziato nelle scorse settimane da Volkswagen e anche da Mercedes, è una leva ineludibile.
I nuovi tagli di Bmw – secondo quanto riferito ieri dai vertici della società – deriveranno dalla riduzione di alcune divisioni e dei ruoli manageriali associati a queste ultime. Questo provvedimento si ripercuoterà anche sui livelli inferiori. In particolare, il produttore ha affermato di puntare a diventare più «lean» «attraverso l’uso efficiente dell’intelligenza artificiale».
«Stiamo migliorando le nostre strutture e la nostra base di costi per potere affrontare la concorrenza sempre più feroce che definirà questo settore nei prossimi anni», ha affermato ieri il ceo Milan Nedeljkovic. A luglio Bmw aveva già raggiunto un accordo per ridurre alcune posizioni impiegatizie in Germania, con un piano che secondo indiscrezioni punta a tagliare circa 8mila posizioni, pari a circa il 5% della forza lavoro globale del costruttore.
In aggiunta a questo l’Ai aiuterà ora, secondo le intenzioni dell’azienda tedesca, a snellire le «strutture di leadership attraverso una riduzione del 20%» delle divisioni e dei relativi ruoli manageriali di Bmw e il «conseguente consolidamento delle strutture di gestione». «L’uso coerente di applicazioni di Ai agentica in tutte le aree dell’azienda – ha spiegato il cfo Walter Mertl – rappresenterà una svolta per uno sviluppo più agile ed efficiente, strutture più snelle e processi decisionali più rapidi».
Oltre all’azione sui costi, il gruppo sta adattando la propria strategia di prodotto, pianificando per esempio un veicolo elettrico entry-level per il mercato europeo a partire dal 2028 e puntando contemporaneamente ai consumatori statunitensi più facoltosi con un nuovo Suv di lusso, con lo stabilimento di Spartanburg in South Carolina che opera a pieno regime e che dovrebbe permettere una «maggiore regionalizzazione» del gruppo.
Anche guardando alla Cina, Bmw intende localizzare ulteriormente la produzione e affidarsi maggiormente a partner locali per le tecnologie, inclusi la guida autonoma e i software integrati. La casa tedesca sta inoltre esaminando potenziali esportazioni dalla Cina verso il Sudest asiatico.