Nel 2025 il bilancio di Bankitalia è tornato positivo con un risultato lordo di 3 miliardi di euro. Nel 2023 e 2024 «la Banca d’Italia aveva riportato perdite lorde pari rispettivamente a 7,1 e 7,3 miliardi», ha riferito il governatore Fabio Panetta in assemblea. «Già nel presentare il bilancio del 2022 avevamo tuttavia anticipato un ritorno all’utile a partire da quest’anno». Il profitto netto ha raggiunto 1,7 miliardi, più che raddoppiato da 0,8 mld del 2024.
Verrà distribuito un dividendo di 340 milioni, mentre l’utile residuo destinato allo Stato ammonta a 1,27 miliardi, circa il doppio rispetto al 2024. «Tale ammontare è stato riconosciuto sin dall’avvio della politica della distribuzione dei dividendi nel 2015», ha spiegato Panetta. «È stato erogato anche negli ultimi due esercizi, mediante l’integrazione prelevata dalla posta speciale per la stabilizzazione dei dividendi. La posta speciale, azzerata a seguito dei citati utilizzi, sarebbe alimentata per 40 milioni». Rispetto alla soglia di detenzione del 5% prevista dalla legge risultano eccedenti 1.040 quote di partecipazione al capitale, alle quali non spettano diritti economici: «Il corrispondente dividendo, pari a 1.178.667 euro, è pertanto attribuito, come previsto dallo statuto, alla riserva ordinaria». Negli ultimi dieci anni, ha ricordato il governatore, ai partecipanti sono stati riconosciuti 2,9 miliardi, mentre le risorse destinate allo Stato hanno raggiunto 41,3 miliardi, di cui 34,8 mld a valere sull’utile netto e 6,5 mld versati a titolo di imposte correnti ai fini Ires e Irap.
Il miglioramento del bilancio di oltre 10 miliardi, ha aggiunto il governatore, «riflette soprattutto gli effetti della politica monetaria. Il calo dei tassi ufficiali e delle consistenze di bilancio si è infatti tradotto in un forte miglioramento del margine di interesse. Negli esercizi precedenti la redditività era stata penalizzata dall’aumento del costo delle passività in euro determinato dal rialzo dei tassi ufficiali, eccezionale per intensità e rapidità, necessario per contrastare il forte aumento dell’inflazione». Dinamiche simili hanno interessato l’intero Eurosistema, anche se i tempi del ritorno all’utile variano «significativamente» tra le diverse banche centrali, poiché i bilanci presentano differenze in termini di dimensione, composizione e rendimento. L’obiettivo primario dell’Eurosistema è il mantenimento della stabilità dei prezzi, non il perseguimento del profitto.
Da oggi, intanto, Paolo Angelini assume l’incarico di direttore generale. Gian Luca Trequattrini, già segretario del direttorio, sarà il suo vice insieme a Chiara Scotti.