Continuano gli scambi sul titolo Generali che, dopo l’annuncio dell’offerta pubblica di acquisto su Mediobanca da parte del Monte dei Paschi, ha registrato ancora vivacità nelle contrattazioni. È possibile che banche d’investimento e fondi si stiano posizionando a Trieste. Il titolo lunedì ha superato il tetto dei 30 euro (30,24) con 13 mila contratti, pari al doppio dei giorni precedenti. Per poi rallentare la corsa nella giornata di ieri (-0,96%). Al centro dell’attenzione del mercato c’è anche quel 13,1% del Leone in pancia a Mediobanca che, nel caso in cui dovesse andare a buon fine l’offerta di Mps, potrebbe finire sotto altre insegne.
Domani il ceo Philippe Donnet presenterà il nuovo piano industriale che proietterà il gruppo al 2027 e probabilmente scioglierà la riserva: dirà se intende candidarsi a un nuovo mandato al vertice del gruppo. Sullo sfondo ci sono molte partite. Uno dei capitoli chiave della strategia di Trieste ci sarà l’asset management che, nella visione del vertice parte dall’accordo con la francese Natixis che, secondo l’accordo non vincolante, metterà a fattor comune l’asset management italiano e quello francese in una joint venture con il 50% a testa.
L’intesa non ha trovato il consenso dei soci privati di Generali, il gruppo Caltagirone (6,9% del gruppo) e la cassaforte Delfin (9,9%). Il timore è che il risparmio degli italiani possa passare in altre mani.
Intesa
Gli occhi del mercato su Intesa, che per ora ha escluso operazioni straordinarie
È chiaro che la partita Generali-Natixis nel risparmio gestito si incrocia con quella, altrettanto cruciale, per il rinnovo del cda in scadenza. L’assemblea dell’8 maggio nominerà il board che guiderà il Leone nel prossimo triennio. E c’è chi sul mercato legge che la partita Mps-Mediobanca sia una strada per arrivare appunto alle Generali e al progetto nuovo sul risparmio gestito. Il momento è straordinariamente ricco in Italia di grandi operazioni finanziarie che si sono accese con l’autunno. E vede tutti i gli attori impegnati su fronti diversi: Unicredit con l’ops su Banco Bpm che a sua volta ha lanciato un’opa sul risparmio gestito di Anima holding e infine c’è Banca Ifis su Illimity.
Sono tutte operazioni destinate a cambiare il volto della finanza in Italia. Il mercato si interroga se Intesa Sanpaolo, la maggior banca del paese e uno dei più grandi istituti europei, l’unico che sarebbe in grado di spostare gli equilibri, intenda muoversi. Anche se l’amministratore delegato Carlo Messina ha sempre sottolineato — l’ultima volta in occasione dell’accordo con Confindustria per sostenere le imprese nazionali — di non avere operazioni straordinarie all’orizzonte e di voler crescere solo per linee interne.
24.02.2026