30.06.2026

Comcast scorpora Sky e Nbc, balzo in Borsa

  • Il Sole 24 Ore


La convergenza tra telecomunicazioni e media si avvia a perdere un altro dei suoi simboli. Comcast ha deciso di separare NbcUniversal e Sky dalle attività di connettività, dando vita a due società quotate distinte: una dedicata ai media e all’intrattenimento, l’altra focalizzata su banda larga, servizi wireless e infrastrutture.

L’operazione dovrebbe essere completata entro circa un anno attraverso uno spin-off fiscalmente neutrale. Il mercato ha accolto positivamente. Dopo un anno in cui il titolo aveva perso il 30%, le azioni sono arrivate a guadagnare oltre il 24% nelle prime contrattazioni, per poi stabilizzarsi in serata sopra il 6%.

L’operazione separa due business che negli ultimi anni hanno seguito traiettorie sempre più diverse. Da una parte nascerà una NbcUniversal autonoma con Universal Studios, Peacock, Nbc, Telemundo, DreamWorks, i parchi a tema e Sky fuori dagli Stati Uniti. Dall’altra resterà Comcast, concentrata sulle reti broadband e wireless che raggiungono circa 65 milioni di abitazioni e imprese americane. Prima dell’annuncio il gruppo valeva a Wall Street circa 82,7 miliardi di dollari, ma con debito netto ormai vicino alla stessa dimensione della capitalizzazione, precipitata negli ultimi anni.

La decisione assume comunque un significato che va oltre la riorganizzazione societaria. Dopo la cessione di Warnermedia da parte di AT&T, rappresenta infatti un ulteriore e chiaro segnale della marcia indietro rispetto a quel progetto di integrazione tra Tlc e media che ha dominato il dibattito strategico dell’industria nell’ultimo decennio. L’idea che il possesso delle reti e quello dei contenuti dovessero convivere sotto lo stesso tetto appare oggi superata dall’accelerazione dello streaming, dalla frammentazione degli ascolti e dalla pressione competitiva esercitata da piattaforme come Netflix, Youtube, TikTok e Instagram, mentre anche il business della connettività è chiamato a difendersi dalla concorrenza anche di nuovi entranti come Starlink.

All’interno di questa cornice, i vertici del gruppo respingono l’idea che lo spin-off sia stato concepito per preparare una grande operazione straordinaria. Il presidente e co-ceo Brian Roberts ha escluso «assolutamente» che la separazione sia finalizzata a future fusioni o acquisizioni. «Se prima ritenevamo che le economie di scala e i vantaggi della diversificazione giustificassero la gestione di queste attività come un’unica società, ora abbiamo semplicemente cambiato idea», ha sintetizzato l’altro co-ceo Mike Cavanagh, che guiderà la parte scorporata che farà leva sull’attività media.

Il settore dei media, intanto, resta attraversato da una fase di fibrillazione. Paramount Skydance si prepara a completare l’acquisizione da 111 miliardi di dollari di Warner Bros Discovery, società sulla quale aveva manifestato interesse anche Comcast. Parallelamente Sky (che comunque, come nel caso italiano, continua ad avere all’interno sia attività media sia Tlc) è vicina all’acquisto della divisione broadcasting di Itv nel Regno Unito per circa 1,6 miliardi di sterline.

Sul fronte delle Tlc, invece, gli investitori scommettono che, una volta completato lo spin-off, Comcast possa tornare protagonista del consolidamento con un’offerta per Charter Communications. Due fronti diversi, ma un’unica indicazione strategica: non è finita la stagione delle grandi operazioni, è cambiata la loro logica. Non più reti e contenuti sotto lo stesso tetto, ma campioni specializzati nei rispettivi mercati.