La guida operativa pubblicata da ANIA il 24 settembre 2026 e realizzata insieme a Confindustria prova a trasformare la disciplina sulle polizze contro i rischi catastrofali da adempimento normativo a vero strumento di gestione del rischio d’impresa. Il documento ricostruisce soggetti obbligati, beni ed eventi assicurati, esclusioni, criteri di determinazione del premio, massimali e scoperti, fino alla gestione del sinistro. Ma il messaggio più rilevante per il mercato assicurativo va oltre la compliance: la copertura Cat Nat è indicata come il punto di partenza di un modello nel quale prevenzione, mutualizzazione e continuità aziendale devono procedere insieme.
Dal protection gap alla mutualizzazione del rischio
Il punto di partenza è un dato ancora significativo: a fronte di un territorio nel quale circa il 40% delle abitazioni si trova in aree sismiche e il 95% dei comuni è interessato da dissesto idrogeologico, soltanto il 16,8% delle imprese risulta coperto contro le catastrofi naturali. La nuova disciplina punta quindi a superare progressivamente un sistema basato prevalentemente sugli interventi pubblici successivi all’evento, introducendo un modello di collaborazione pubblico-privato nel quale l’obbligatorietà consente una più ampia mutualizzazione del rischio.
La platea è molto estesa: l’obbligo interessa le imprese iscritte nel Registro delle imprese, comprese quelle estere con stabile organizzazione in Italia, mentre restano escluse le imprese agricole, soggette a una specifica disciplina, e i liberi professionisti. Le polizze già in essere restano valide fino al primo rinnovo utile. Particolare rilievo assume poi il sistema delle conseguenze dell’inadempimento: la mancata assicurazione incide sull’accesso a contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche e, secondo la ricostruzione della guida, il Decreto Incentivi ha ulteriormente ampliato il perimetro delle misure dalle quali l’impresa non assicurata può essere esclusa.
Cosa copre davvero la polizza obbligatoria
La guida è particolarmente utile nel delimitare il perimetro della copertura. I beni obbligatoriamente assicurati sono terreni, fabbricati, impianti e macchinari e attrezzature industriali e commerciali impiegati nell’attività d’impresa; restano invece fuori, tra gli altri, veicoli iscritti al PRA, merci, semilavorati e prodotti in magazzino, che possono naturalmente essere oggetto di garanzie facoltative.
Sul versante degli eventi, la copertura minima riguarda terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane, con la previsione di una finestra di 72 ore entro la quale le prosecuzioni del fenomeno sono considerate un unico evento assicurativo. Non tutto ciò che, nel linguaggio comune, viene definito “evento catastrofale” rientra però nella polizza obbligatoria: restano fuori, ad esempio, mareggiate, maremoti, bombe d’acqua, eruzioni vulcaniche, bradisismo, subsidenza e diversi altri fenomeni indicati nel decreto attuativo.
È proprio questo uno dei passaggi più importanti per operatori e intermediari: l’adempimento formale dell’obbligo non coincide necessariamente con un’adeguata protezione dell’impresa. La stessa guida invita a valutare estensioni per rischi esclusi e coperture accessorie, prima fra tutte la business interruption, destinata a compensare il lucro cessante derivante dall’interruzione dell’attività produttiva.
Premio, prevenzione e ruolo del mercato assicurativo
Il premio resta proporzionato al rischio e dipende, tra l’altro, dalla localizzazione dei beni e dalla loro vulnerabilità. La diffusione generalizzata delle coperture dovrebbe tuttavia attenuare il fenomeno della selezione avversa e favorire la mutualizzazione, mentre le misure di prevenzione adottate dall’impresa possono incidere positivamente sul costo della polizza. La guida richiama inoltre la possibilità di polizze collettive negoziate dalle associazioni imprenditoriali e ricorda il futuro portale IVASS per la comparazione delle offerte, non ancora operativo.
Per il settore assicurativo, la sfida sarà quindi duplice. Da un lato occorrerà offrire prodotti conformi alla disciplina, con criteri trasparenti di valutazione del rischio, somme assicurate, massimali e scoperti; dall’altro sarà necessario accompagnare le imprese in una lettura più ampia delle proprie esposizioni. La guida insiste infatti sulla prevenzione, sul ruolo di risk manager, broker e intermediari e sulla necessità di integrare la polizza con misure concrete di mitigazione.
Dalla polizza alla resilienza dell’impresa
Il vero banco di prova arriverà con i sinistri. La rapidità della denuncia, della perizia e della liquidazione sarà decisiva per trasformare la copertura in continuità operativa. In questa prospettiva assume rilievo anche la disciplina della liquidazione anticipata parziale, che può arrivare al 30% per determinati beni strumentali nelle aree interessate da uno stato di ricostruzione.
La guida ANIA-Confindustria segnala così un cambio di prospettiva importante: l’obbligo Cat Nat non dovrebbe esaurirsi nella stipula di una polizza minima, ma diventare l’occasione per costruire una gestione più consapevole e strutturata del rischio. Per il mercato assicurativo significa passare sempre più dal ruolo di semplice indennizzatore a quello di partner nella prevenzione e nella resilienza dell’impresa.
30.09.2026