25.11.2025 Icon

Verso l’Euro Digitale, tra resistenze e opportunità

Nel nostro percorso di monitoraggio dei lavori per l’introduzione dell’euro digitale, segnaliamo un importante intervento dello scorso 5 novembre 2025, del Responsabile dell’Unità Euro Digitale della Banca d’Italia, al Seminario “Verso l’Euro Digitale, tra resistenze e opportunità” presso l’Università di Firenze. In quella sede il rappresentante della Banca d’Italia  ha fatto luce sulle ragioni per cui la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia ritengono che l’Euro Digitale sia un’innovazione necessaria, che potrà offrire grandi opportunità a consumatori ed imprese.

Innanzitutto, egli ha ricordato che dal 2019 al 2024 si è registrato un incremento delle transazioni online (dal 18% al 36%), con l’effetto che

più di un terzo degli euro spesi dai cittadini dell’area non potevano essere scambiati direttamente in moneta di banca centrale, perché non esiste un contante digitale”.

Senza contare che “i cittadini dell’area dell’euro sono sempre più dipendenti da soluzioni di pagamento extra-europee”: infatti, il 40% dei pagamenti e-commerce viene effettuato con carte, il 90% delle quali è regolata attraverso i circuiti Visa e Mastercard.

Per contro, per quanto il numero di transazioni regolate in contanti nell’area dell’euro si sia ridotto dal 79% (nel 2016) al 52% (nel 2024), la percentuale di cittadini che ritiene comunque importante mantenere l’opzione di pagare in contanti è aumentata (fino al 62%), garantendo questo strumento di pagamento una maggior tutela della privacy.

Per queste ragioni la Banca Centrale Europea e le Banche Centrali Nazionali, che compongono l’Eurosistema, hanno deciso di lavorare all’introduzione di una moneta digitale, che “sarà l’equivalente digitale della moneta di banca centrale, del contante che molti (ma sempre meno) di noi hanno in tasca”.

In particolare,

Una moneta digitale di banca centrale offrirebbe la possibilità di utilizzare una nuova forma di contante negli spazi digitali, garantendo che l’opzione di regolare un acquisto in moneta di banca centrale sia presente per tutte le nostre transazioni.

L’euro digitale non nasce per relegare la moneta di banca commerciale, o altre possibili forme di moneta commerciale, a un ruolo minoritario, né per rimpiazzare il contante. Nasce per convivere con queste opzioni, completando il mercato dei pagamenti europeo attraverso un’alternativa semplice, istantanea, rispettosa della privacy, inclusiva e disponibile in tutta l’Unione, per tutti gli scambi, offline e online.

A conferma dell’impegno dell’Eurosistema a mantenere un equilibrio e non spiazzare i fornitori di servizi di pagamento privati o la raccolta depositi delle banche, l’euro digitale non sarà remunerato e potrà essere detenuto solo dai cittadini e in un ammontare limitato. Il valore esatto di questo limite verrà definito nella vicinanza dell’emissione, ma verrà determinato in modo da preservare la stabilità finanziaria e l’utilizzabilità per gli utenti. Insomma, un wallet in euro digitale non potrà essere un’alternativa alle soluzioni private come riserva di valore, ma sarà la base di una nuova infrastruttura paneuropea per i pagamenti al dettaglio.

Questa infrastruttura sarà un’opportunità per consumatori, aziende, e fornitori di servizi di pagamento”.

È stato inoltre chiarito che, dell’avvento dell’euro digitale, beneficerebbe, infine, anche il sistema finanziario europeo.

Infatti, gli intermediari rimarranno al centro del sistema, in quanto i cittadini che decideranno di detenere ed utilizzare l’euro digitale lo faranno attraverso un conto intermediato da un fornitore di servizi di pagamento di loro scelta.

Inoltre, la recente crescita dei pagamenti online ha reso la dipendenza degli intermediari europei dai circuiti di pagamento internazionali più rilevante e la loro posizione contrattuale più debole. In tale contesto, l’euro digitale offrirebbe agli intermediari europei un servizio di pagamento su vasta scala, per la cui intermediazione saranno compensati adeguatamente, rafforzando così la loro posizione contrattuale e ampliando la fetta di mercato raggiungibile da ognuno di loro.

Conclusa la prima fase preparatoria del progetto dell’euro digitale con la redazione della bozza di Rulebook (ne abbiamo parlato qui), la nuova fase del progetto si concentrerà sulla preparazione tecnica per la messa a terra dell’infrastruttura, con l’avvio di un pilot, che verrà realizzato in collaborazione con alcuni intermediari.

Nel corso dell’intervento, è stato inoltre ricordato che, in parallelo ai lavori dell’Eurosistema, prosegue l’iter legislativo eurounitario da cui dipende la decisione finale sull’emissione: nel giugno del 2023, è stata presentata una prima proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativo all’introduzione dell’euro digitale; la bozza è attualmente in discussione presso i co-legislatori europei con il supporto tecnico della BCE e una decisione potrebbe essere raggiunta nel corso del prossimo anno.

Il Capo dell’Unità Euro Digitale della Banca d’Italia ha, quindi, concluso il suo intervento, affermando che “l’euro digitale è un’opportunità anche per il nostro Paese. Per questa opportunità la Banca d’Italia sta lavorando al massimo, con una squadra di ingegneri, informatici, giornalisti, legali ed economisti che, assieme ai loro colleghi nel resto dell’Unione, forniranno ai cittadini europei uno strumento di pagamento digitale pubblico all’avanguardia per affrontare con successo le sfide poste dalla digitalizzazione”.

In questo scenario, dunque, anche l’Italia è chiamata ad un ruolo attivo, contribuendo allo sviluppo di un’infrastruttura che potrà rafforzare l’autonomia tecnologica europea e offrire nuove opportunità all’intero ecosistema finanziario.

Autore Antonio Ferraguto

Partner

Milano

a.ferraguto@lascalaw.com

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Autore Elisa Varisco

Senior Associate

Milano

e.varisco@lascalaw.com