23.07.2026 Icon

Fintech: uno sguardo al futuro prossimo

All’inizio fu bitcoin, poi fu la bolla degli NFT, poi le varie memecoin. Decine di valute virtuali (secondo la terminologia di allora) emesse ogni giorno e pensate apposta per bersagliare utenti in tutto il mondo abbagliati da facili guadagni. Poi è arrivato il regolamento MiCA che ha cercato di tutelare il risparmio e disciplinare i servizi in cripto-attività mettendo un freno alla frenesia da milionario in Dubai. E naturalmente, tra scam e scandali, è arrivata la crypto-winter. Siamo cioè sprofondati nella fossa della disillusione della hype curve, grazie alla spinta dei soliti fuffaguru, profeti improvvisati dell’annunciazione tecnologica.

E oggi a che punto siamo? Stiamo risalendo il pendio dell’illuminazione?

Sì, dietro le quinte gli operatori stanno – per l’appunto – operando. Il progetto Qivalis, per esempio, il consorzio europeo per l’emissione di una stablecoin di larga adozione (una EMT, per l’esattezza), unitamente al progetto EBSI, sono la risposta concreta alla domanda di mercato di dotarsi di una infrastruttura monetaria digitale affidabile, regolamentata, scalabile. Il primo passo di un comparto che febbrilmente si sta preparando alla piena produttività di un mercato fintech maturo. Il legislatore europeo, da canto suo, ha legiferato e sta ancora legiferando per garantire uno sviluppo ordinato e concorrenziale del settore. Appena il 6 giugno scorso è stato approvato il c.d. European Technological Sovereignty Package, un ambizioso piano strategico adottato dalla Commissione Europea per rafforzare l’indipendenza digitale dell’UE.

E allora, immaginiamo la pagina di checkout di una qualsiasi piattaforma e-commerce nei prossimi anni: tra le opzioni di pagamento, accanto a carta di credito e bonifico istantaneo, figurerà un menu di criptovalute selezionabili direttamente dal proprio wallet. Non è fantascienza. È la direzione verso cui si muovono le infrastrutture oggi in costruzione.

Quello che si apre è un mercato monetario straordinariamente liquido e competitivo. Un mercato in cui la speculazione valutaria non sparirà ovviamente, ma in cui entreranno in gioco forze ben più profonde e strutturali: nazionalismi economici, posizionamenti geopolitici, identità religiose e culturali che cercheranno espressione anche nella scelta della valuta di scambio.

Autore Francesco Rampone

Lateral Partner

Milano

f.rampone@lascalaw.com

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