20.01.2026 Icon

Indagine Fintech 2025 della Banca d’Italia sugli intermediari bancari e finanziari

Lo scorso 23 dicembre 2025 la Banca d’Italia ha pubblicato la quinta “indagine Fintech nel sistema finanziario italiano”, condotta nel corso dell’anno 2025 e basata sui progetti di investimento del biennio 2023-2024, nonché su quelli previsti dagli intermediari per il biennio successivo.

Dal report pubblicato emerge innanzitutto che

gli investimenti in tecnologie innovative nel biennio 2023-2024 effettuati da banche e intermediari non bancari sono stati pari a circa 1 miliardo di euro; si stima un importo simile anche per il biennio successivo, per un incremento dell’1,4 per cento. La spesa risulta molto concentrata tra pochi intermediari e, in linea con le precedenti edizioni dell’indagine, le banche costituiscono i principali investitori in tecnologie innovative”.

Più nel dettaglio, l’indagine descrive i progetti di investimento fintech da parte degli intermediari, con riguardo alla spesa sostenuta, alle innovazioni apportate alle aree di business e ai servizi digitali erogati. Si tratta di progetti prevalentemente destinati al miglioramento dei processi, dei prodotti e dei servizi esistenti, soprattutto quelli riguardanti l’acquisizione online della clientela e le interazioni online tra intermediario e cliente.

Dal quadro delineato nell’indagine emerge che gli effetti sull’offerta tramite canali digitali rimangono circoscritti: da un lato il ricorso alle procedure di acquisizione online della clientela è ormai esteso; dall’altro, i prestiti erogati e i depositi raccolti attraverso procedure interamente online risultano ancora limitati. Infatti:

I depositi detenuti in conti aperti digitalmente rappresentano il 5,1 per cento del complesso dei depositi a fine 2024; il rapporto tra prestiti digitali e prestiti totali erogati alle famiglie consumatrici e alle imprese è pari rispettivamente al 10,6 e all’1,2 per cento”.

Il report, inoltre, prende in considerazione alcuni elementi ricorrenti nelle strategie digitali adottate dagli intermediari per intercettare i mutamenti nelle abitudini e nell’età anagrafica della clientela e per far fronte a fenomeni di obsolescenza delle infrastrutture IT; tali strategie

puntano soprattutto a migliorare l’esperienza del cliente e l’efficienza dei processi interni. L’AI, in particolare la GenAI, è sempre più al centro delle iniziative, soprattutto nell’ambito delle attività operative e dell’intermediazione del credito, facilitando l’automazione dei processi interni e semplificando i flussi operativi; inoltre, contribuisce ad arricchire l’offerta di servizi digitali alla clientela attraverso i chatbot tramite cui vengono raccomandati prodotti e offerte di consulenza e assistenza”.

Dunque, nelle strategie digitali degli intermediari

l’AI svolge un ruolo cruciale”, “invece, l’offerta di servizi legati alle cripto-attività incide soltanto su un nucleo ristretto di intermediari. Tuttavia, “le competenze digitali del personale degli intermediari si collocano su livelli generalmente medio-bassi, soprattutto in relazione all’AI; una riduzione consistente del divario tra competenze attuali e desiderate è attesa entro il 2026 ed è incentrata sulla formazione del personale”.

Il report si sofferma, inoltre, sulla crescente adozione da parte degli intermediari delle tecnologie per il contrasto al riciclaggio e al finanziamento occulto del terrorismo. L’adeguata verifica resta il processo maggiormente interessato dall’utilizzo di nuove tecnologie, ma risultano in crescita anche le soluzioni innovative applicate ai processi di monitoraggio delle transazioni e di individuazione delle operazioni potenzialmente sospette (SOS), supportati dall’AI e da strumenti di Big data analytics.

Da ultimo l’indagine affronta il tema delle nuove tecnologie e della tutela della clientela: in particolare, la digitalizzazione consente senz’altro servizi bancari più accessibili, rapidi e personalizzati; tuttavia, al contempo può comportare rischi di esclusione finanziaria per alcune fasce della popolazione ed acuire le difficoltà di comprensione delle caratteristiche dei prodotti offerti e di scelta di soluzioni coerenti con le proprie esigenze.

Sul punto è emerso che gli intermediari ritengono limitati i rischi per la clientela connessi con l’innovazione, ritenendo gli stessi mitigati soprattutto dalla possibilità di continuare a utilizzare canali tradizionali per il contatto con gli operatori o di chiedere l’intervento umano nei processi automatizzati;

tuttavia, non sempre appaiono adeguatamente considerati i rischi di esclusione finanziaria degli utenti con basse competenze digitali o di discriminazione di fasce della popolazione più vulnerabili”.

Pertanto, quale strumento di mitigazione dei rischi di tutela nei confronti della clientela

gli intermediari devono tenere conto della capacità di comprensione dei prodotti offerti definendo, già in fase di ideazione degli stessi, le caratteristiche della clientela a cui sono destinati”.

A riguardo, le Disposizioni di trasparenza emanate dalla Banca d’Italia disciplinano le politiche e le procedure interne che gli intermediari devono adottare nella gestione dei prodotti e dei servizi offerti alla clientela (cfr. “Product Oversight Governance”).

In conclusione, l’Indagine Fintech della Banca d’Italia restituisce l’immagine di un sistema finanziario calato in un processo di digitalizzazione ormai strutturale: l’ampiezza degli investimenti da parte degli intermediari e il crescente ricorso a tecnologie avanzate, in particolare all’intelligenza artificiale, testimoniano una chiara consapevolezza degli stessi circa il ruolo strategico dell’innovazione, sebbene la concentrazione della spesa tecnologica su un numero ristretto di operatori evidenzi un percorso di evoluzione non ancora omogeneo.

Inoltre, l’attenzione dell’Autorità di Vigilanza ai rischi di esclusione finanziaria e di discriminazione algoritmica segnala come la trasformazione digitale richieda necessariamente agli intermediari di raggiungere un bilanciamento tra innovazione, sostenibilità dei modelli operativi adottati e protezione degli utenti.

Autore Antonio Ferraguto

Partner

Milano

a.ferraguto@lascalaw.com

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Autore Elisa Varisco

Senior Associate

Milano

e.varisco@lascalaw.com