Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Una volta erede, erede per sempre

Una volta che si sia perfezionata, prima del raggiungimento della maggiore età, la procedura di accettazione beneficiata, con il realizzarsi degli elementi costitutivi previsti dalla legge, risulta ormai acquisita la qualità di erede, con la conseguenza che al minore, anche una volta divenuto maggiorenne, è preclusa la possibilità di una successiva rinuncia”.

Così ha stabilito la Corte di Cassazione con la recente ordinanza in commento n. 29665/18, depositata il 16 novembre.

Alla morte di un uomo, succedevano ex lege il figlio minore e la moglie, la quale accettava per conto del primo l’eredità paterna con beneficio di inventario, a seguito di autorizzazione del giudice tutelare. Tra i beni ereditari vi era un complesso immobiliare costituito da un capannone industriale con palazzina annessa e piazzali. Qualche anno più tardi, il figlio del de cuius, ormai diciottenne, rinunciava all’eredità con una dichiarazione inserita all’interno del registro delle successioni.
Nelle more, la moglie del de cuius e madre del ragazzo, aveva continuato a gestire l’impresa del marito che era andata, però, in crisi e ammessa alla procedura di concordato preventivo, nell’ambito della quale il suddetto complesso immobiliare era stato acquistato da un terzo.
Il figlio del de cuius conveniva in giudizio tale terzo acquirente affinché venisse accertato che egli era proprietario di metà del complesso immobiliare, per poi pervenire alla divisione del bene con la condanna del convenuto anche al rendiconto della quota dei frutti percepiti medio tempore.
L’attore riteneva che la rinuncia all’eredità da lui effettuata poco dopo il raggiungimento della maggiore età fosse inefficace in quanto, avendo accettato l’eredità con beneficio di inventario, non era possibile procedere ad una successiva rinuncia.

L’acquirente il complesso immobiliare si costituiva in giudizio contestando la fondatezza della domanda attorea e, in via riconvenzionale, deduceva di essere divenuto proprietario dell’intero bene ai sensi dell’art. 1159 c.c.

Il Tribunale adito, pur ritenendo condivisibile la tesi dell’attore dell’invalidità della propria rinuncia all’eredità, riteneva che l’acquirente fosse divenuto proprietario esclusivo del bene in virtù di usucapione decennale, ex art. 1159 c.c., avendo posseduto il bene in buona fede, sulla base di un titolo astrattamente idoneo al trasferimento dell’intera proprietà.

Avverso tale decisione di primo grado, l’attore proponeva dapprima appello e, successivamente, ricorso per Cassazione.

Esaminato il caso, la Cassazione ha precisato che “quando il genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio minore chiamato all’eredità esegue l’accettazione ex art. 471 c.c. da cui deriva l’acquisto da parte del minore della qualità di erede, ma non compia l’inventario – necessario per poter usufruire della limitazione della responsabilità – e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l’eredità resta acquisita da quest’ultimo, che però sarà considerato erede puro e semplice. Il mancato perfezionamento della procedura di accettazione beneficiata mantiene il minore nella qualità di chiamato e, una volta divenuto maggiorenne, questi potrà valutare se conservare o meno il beneficio oppure rinunciare all’eredità”.

I Supremi Giudici sostengono, in sostanza, che “la rinuncia all’eredità da parte del ricorrente sarebbe stata possibile soltanto se l’inventario non fosse stato predisposto. Infatti, come si è detto, la mancata redazione dell’inventario fa sì che il minore, pure a fronte della formale accettazione da parte dei suoi rappresentanti legali, conservi la qualità di chiamato, sicché nel termine di un anno dal raggiungimento della maggiore età potrà decidere se conservare o no il beneficio ovvero rinunciare all’eredità”.

Nel caso di specie, tuttavia, l’inventario era stato redatto quando il ricorrente era ancora minorenne. Ad avviso dei Giudici, la redazione dell’inventario – che rappresenta uno degli elementi costitutivi della fattispecie a formazione progressiva dell’accettazione con beneficio di inventario – ha fatto acquisire al ricorrente la qualità di erede ancor prima del raggiungimento della maggiore età, con la conseguenza che la successiva rinuncia è priva di efficacia.

In definitiva, intervenuto l’inventario, si perfeziona l’acquisto della qualità di erede in capo al minore, il quale è impossibilitato ad una successiva rinuncia per effetto del noto principio semel heres, semper heres.

Cass., Sez. II Civ., 16 novembre 2018, n. 29665

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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