La parte deve partecipare personalmente alla mediazione

Non sono perentori i termini per la mediazione delegata

In questi termini si è espresso il Tribunale di Roma, la cui pronuncia si inserisce all’interno di un panorama giurisprudenziale ancora non del tutto orientato ad escludere la perentorietà del termine di 15 giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

Infatti, seppur la tesi maggioritaria sembri più propensa a considerare ordinatoria la natura di detto termine, non si può tacere che la tematica sia, ad oggi, ancora dibattuta. In tale variegato contesto, si è espresso il dr. Russo che, con la sentenza in commento, ha ritenuto di aderire alla tesi della non perentorietà.

Il Magistrato ha difatti disatteso l’eccezione di improcedibilità – sollevata dalla convenuta – per il mancato rispetto dei quindici giorni assegnati dallo stesso Giudice per la presentazione dell’istanza di mediazione.

Nella motivazione, più precisamente, si legge: “sul punto si deve ribadire quanto già statuito con il provvedimento reso a scioglimento della riserva assunta all’esito della citata udienza. Ed invero ai sensi dell’art. 152 c.p.c., i termini “possono essere stabiliti dal giudice anche a pena di decadenza soltanto se la legge lo permette espressamente”; in mancanza di una espressa previsione “i termini stabiliti dalla legge sono ordinatori”.

Ora il termine di 15 giorni indicato dall’art. 5 del D.Lgs. 28/2010 non è espressamente qualificato come perentorio, né è prevista alcuna decadenza per la mancata osservanza di detto termine, sicché il termine concesso da questo Giudice con l’ordinanza dell’8/10/2015 deve ritenersi ordinatorio e nessuna decadenza può essere imputata alla parte attrice che ha provveduto, sia pure con ritardo, ad attivare il procedimento di mediazione davanti all’organismo territorialmente competente.

Il Tribunale aggiunge un significativo contributo in un dibattito, come detto, ancora molto acceso e, ci sia consentito, di notevole rilievo. Difatti, ove si sposi la tesi della natura perentoria del termine, talune domande rischierebbero la “tagliola” dell’improcedibilità.

Tribunale di Roma, 13 febbraio 2019, n. 3360

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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