06.11.2026

Banco Bpm, l’utile vola a 1,5 miliardi Castagna: valuteremo le idee di Agricole

  • La Repubblica

Anco Bpm ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto record di 1,5 miliardi, in rialzo del 2,6% rispetto a un anno prima se si esclude l’effetto dell’acquisizione di Anima. I ricavi operativi sono saliti del 4,1% a 4,7 miliardi, con margine di interesse a 2,3 miliardi (-1,3%) e commissioni nette a 2,1 miliardi (+9,6%). I costi operativi sono rimasti stabili (+0,2%) a 2 miliardi, per un rapporto cost/income migliorato al 44%.
Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet 1 è al 14,27% deducendo il dividendo maturato in base a un payout dell’80%. Il cda distribuirà un acconto sul dividendo da 750 milioni, pari a 0,5 euro per azione, in crescita dell’8,7% rispetto ai 700 milioni (0,46 euro per azione) dello scorso anno.
La previsione è che il dividendo per l’intero anno supererà 1 euro per azione. «I conti sono molto positivi, con livelli record in termini di redditività e remunerazione degli azionisti – ha detto l’ad Giuseppe Castagna agli analisti finanziari – devo ringraziare i miei colleghi per i risultati ottenuti in questi ultimi due anni, che siamo riusciti a raggiungere nonostante le tensioni geopolitiche ma anche un paio di Ops che abbiamo dovuto gestire».
A parte i conti dei 9 mesi l’attenzione del mercato è focalizzata sulla possibile fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, che i francesi hanno definito in varie occasioni come la migliore opzione sul tavolo. «Non vediamo alcun tipo di proposta in questo momento per un’aggregazione da parte del Crédit Agricole, ma se ci sarà è un’opportunità che esamineremo senza problemi – ha ribadito Castagna -. Francamente non siamo noi che faremo la prima mossa, dipende da loro decidere la migliore strada per andare avanti, se decideranno di procedere».
Il titolo Banco Bpm in Borsa ha raggiunto un picco il 6 agosto scorso a 17,18 euro e poi da quel momento ha imboccato una strada in discesa fino ai 13,88 euro di ieri, un calo di quasi il 20%, più dell’indice bancario. Con la fusione il gruppo Agricole salirebbe al 40-50% di Banco Bpm trasferendo sulla banca milanese i suoi multipli di banca cooperativa francese, non contendibile e meno redditizia.

«Il lavoro del management di Banco Bpm è rendere questa transazione conveniente per i nostri azionisti», ha osservato Castagna, ricordando che «c’è un azionista industriale molto importante, l’Agricole, ma c’è anche un altro 70% di azioni che deve essere soddisfatto della transazione».

Banco Bpm, inoltre, è azionista di Mps (3,7%) e con la banca senese, attraverso il gestore Anima, ha un contratto di distribuzione che scade nel 2030. Ora Mps sta per passare sotto le insegne di Intesa Sanpaolo e Unipol. «Dovremo vedere dove finiranno gli sportelli Mps – ha aggiunto Castagna -, ma sono sicuro che avremo la possibilità di gestire la cosa in modo amichevole nell’ambito del contratto sia con Intesa Sanpaolo che con Bper».