Numeri in rialzo per Leonardo. Nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo italiano della difesa raccoglie 23,3 miliardi di nuovi ordini, portando il portafoglio per la prima volta oltre i 60 miliardi, anche grazie al business acquisito in primavera da Iveco Group (Idv). I ricavi salgono del 14,2% anno su anno a 15,4 miliardi (+9% a pari perimetro), beneficiando del miglioramento di tutti i segmenti, nonostante l’incidenza negativa del tasso di cambio euro-dollaro sui risultati degli Stati Uniti. Il rapporto tra ordini e ricavi, il cosiddetto book to bill ratio, si attesta a circa 1,5 volte. Solida anche la crescita del margine operativo lordo, che migliora del 37,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+29,3% a perimetro costante) a 1,3 miliardi, trainato dal segmento dell’elettronica per la difesa, degli elicotteri e dell’aeronautica. Il risultato netto rettificato balza a 812 milioni, +74,2%. Ancora, i flussi di cassa operativi migliorano, ma restano negativi per 68 milioni: al netto del consolidamento del business difesa di Iveco, l’indicatore risulta positivo per 22 milioni. L’acquisizione, costata a Leonardo 1,6 miliardi, incide anche sull’indebitamento netto di gruppo, pari a 3,3 miliardi. Forte della performance nei nove mesi – e delle prospettive commerciali per l’ultimo trimestre – il gruppo aggiorna le aspettative sugli ordini per l’intero esercizio, portandole da 28,2 a 29,5 miliardi, compreso il contributo di Idv. Confermate, invece, le previsioni sulle voci di bilancio, già aggiornate a luglio: ricavi pari a circa 22,1 miliardi, margine operativo lordo di circa 2,21 miliardi. Obiettivi «rigorosi» e non prudenti, chiarisce il direttore finanziario, Giuseppe Aurilio, fiducioso di poterli raggiungere entro fine anno.
I dati battono le stime degli analisti, ma non basta: a Piazza Affari il titolo chiude la seduta a -3,45%, confermando i cali della vigilia. Pesa la brusca flessione della tedesca Rheinmetall, che ha tagliato le stime per il 2026 a causa del rinvio del programma dei veicoli Boxer per l’esercito di Berlino e dei ritardi nell’accettazione di alcuni lotti di munizioni. A Francoforte il titolo ha chiuso quasi a -16%, trascinando al ribasso tutte le azioni europee della difesa. Il settore sconta, inoltre, già da mercoledì l’effetto della vittoria dei Democratici alle elezioni statunitensi di metà mandato, che alimenta le ipotesi di un maggiore controllo sulle spese militari Usa. Leonardo non pare preoccupata – «non vediamo particolari impatti negativi», spiega Aurilio. Anzi, si definisce ben posizionata per beneficiare dell’eventuale extra budget.