06.11.2026

Il Concordato torna a correre

  • Italia Oggi

Torna a correre il concordato preventivo biennale. Chiuso il termine, lo scorso 2 novembre, per sottoscrivere l’accordo con il Fisco per il biennio 2026-2027, secondo le prime stime sarebbero circa 360 mila le adesioni totali di cui circa 220 mila rinnovi del biennio precedente.

Le nuove adesioni sarebbero quindi circa 140 mila, più del doppio di quelle registrate lo scorso anno.

Il dato dei rinnovi (220/240 mila) è rilevante ed evidenzia come quasi la metà dei 460mila soggetti Isa che hanno aderito alla prima edizione del Cpb, abbia confermato il patto con il Fisco.

Il dato in generale torna a risalire dopo le circa 55 mila adesioni raccolte per il biennio 2025-2026, anche per effetto del regime premiale rafforzato riconosciuto a chi ha rinnovato l’opzione per il patto fiscale dopo la prima adesione formalizzata per il biennio 2024-2025.

Adesioni di nuovo in crescita

La prima edizione del concordato preventivo biennale, quello per le annualità 2024-2025, aveva raccolto complessivamente 584.565 adesioni su una platea potenziale di 4,5 milioni di contribuenti (tra soggetti Isa e forfettari).

Di questi, 460.491 riguardavano contribuenti soggetti agli ISA e 124.074 forfettari, ammessi in via sperimentale per il solo periodo d’imposta 2024.

Il biennio successivo invece, quello per gli anni 2025-2026 aveva riscontrato una rilevante contrazione delle adesioni, dovuta anche all’esclusione dal perimetro del patto fiscale dei contribuenti forfettari, con solamente 55 mila sottoscrizioni formalizzate.

Di fatto a contrarsi era anche la platea di potenziali sottoscrittori del Cpb si era ridotta a 2,5 milioni di soggetti Isa, valore al netto di quei 460mila che avevano optato per il patto fiscale nel biennio precedente.

In attesa dei dati ufficiali, le prime indiscrezioni su nuove adesioni e rinnovi certificano l’interruzione del trend negativo e anche l’efficacia delle misure premiali messe in campo dal viceministro al Mef Maurizio Leo per accrescere l’appeal del Concordato nel biennio 2026-2027.

Il dato di 220/240 mila contribuenti che avrebbero confermato la volontà di mantenere l’accordo con l’Agenzia delle entrate dopo aver “concordato” il primo biennio ovvero il 2024-2025 certificherebbe un tasso di conferma dell’adesione al Cpb di quasi il 50%, a dimostrazione dell’efficacia del regime premiale rafforzato, previsto per chi rinnova il patto fiscale, introdotto dal decreto Omnibus (Dlgs n.148/2026).

Rinnovo con premialità rafforzate

In particolare, l’articolo 28 del dlgs, entrato in vigore il 12 agosto, ha rafforzato i benefici per chi rinnova il concordato in piena continuità tra il biennio 2024-2025 e quello 2026-2027. Per questi contribuenti il limite delle compensazioni senza visto di conformità sale a 100 mila euro annui per l’Iva e a 70 mila euro per imposte dirette e Irap.È inoltre previsto l’esonero dal visto o dalla garanzia per i rimborsi Iva fino a 100 mila euro, mentre i termini per l’attività di accertamento vengono ridotti di due anni.

A ciò si aggiungono l’azzeramento degli interessi sui versamenti rateali delle imposte relative alle annualità concordate e la disapplicazione delle maggiorazioni sugli acconti calcolati con il metodo storico.

Il beneficio di maggiore impatto resta però il ravvedimento speciale disciplinato dall’articolo 29 del dlgs 148/2026.

La misura consente una protezione dalle rettifiche reddituali ed Iva, di cui all’articolo 39 del dpr 600/1973 e 54 c.2 del dpr 633/1972 per una o più annualità dal 2020 al 2023 versando imposte sostitutive sui redditi e sull’Irap.