06.11.2026

Pirelli regge l’urto dell’auto, ricavi e profitti in crescita

  • Il Sole 24 Ore

Pirelli archivia i primi nove mesi con risultati in crescita, conferma i target di fine anno e guarda all’India e agli Usa, destinati a divenire sempre più centrali nel sistema della Bicocca.

Nel dettaglio, il gruppo ha archiviato i primi nove mesi con ricavi per 5,27 miliardi di euro (+1,6%) e un ulteriore rafforzamento del segmento High Value (che ora pesa per l’82% delle vendite). L’utile operativo adjusted si è attestato a 840,8 milioni (+0,6%) e l’utile netto è salito a 430,2 milioni (+7,4%). Particolarmente positiva l’accelerazione del terzo trimestre, con un fatturato di 1,784 miliardi, in aumento del 5,1% a fronte di un calo del 4% dell’utile netto a 131,2 milioni.

I risultati «confermano una solidità finanziaria di Pirelli in un quadro macroeconomico e geopolitico complesso», ha dichiarato Marco Tronchetti Provera, presidente esecutivo di Pirelli, durante la call con gli analisti sui risultati trimestrali. «Negli ultimi mesi – ha spiegato Tronchetti – abbiamo assistito a un ulteriore deterioramento dello scenario esterno, segnato da un rallentamento della produzione auto, persistenti pressioni inflazionistiche e una crescente incertezza politica. In questo contesto, Pirelli ha continuato a dimostrare resilienza, facendo leva sul proprio modello di business e sulla rapidità di reazione in uno scenario complesso». «Lo scenario esterno – ha sottolineato il presidente esecutivo – ci mette alla prova, ma guardiamo ai prossimi anni con fiducia grazie alle nostre competenze distintive e a una dimostrata capacità di esecuzione».

Per il 2026 i ricavi sono attesi nella parte alta della forchetta precedente, tra 6,85 e 6,95 miliardi con un leggero calo nei volumi (-0,5%) e l’Ebit adjusted è atteso a circa il 16 per cento. Sul fronte strategico Pirelli punta su due mercati chiave, Usa e India. Gli Stati Uniti, in particolare, sono considerati uno dei mercati più ampi e promettenti per lo sviluppo futuro. Pirelli ha presentato un progetto di investimento di circa un miliardo di euro tra il 2027 e il 2033, finalizzato ad aumentare di sei milioni di unità la capacità produttiva High Value e a creare circa 1.000 nuovi posti di lavoro. L’iniziativa si inserisce in uno scenario nel quale la crescita dell’economia statunitense e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rappresentano importanti fattori di sostegno alla domanda e agli investimenti industriali. Negli Usa, in particolare, «abbiamo tre priorità – precisa l’ad Andrea Casaluci – la crescita nel maggior mercato dedicato all’high value, dove la nostra quota è ancora inferiore alle altre aree; il rafforzamento del nostro primato tecnologico (anche attraverso il cyber tyre) e l’affermazione del modello local for local».

Un altro tassello della strategia internazionale riguarda l’India, dove Pirelli ha avviato una partnership con BKT per rafforzare la propria presenza in uno dei mercati considerati più interessanti per le prospettive di crescita. L’obiettivo è raggiungere una produzione di 800.000 pneumatici premium all’anno entro il 2030, con la possibilità di sviluppare successivamente una joint venture paritetica.

In Cina, inoltre, per semplificare la sua governance e migliorare l’efficienza dei processi decisionali il gruppo ha messo mano alle sue partecipazioni con il gruppo Hixih che genereranno un beneficio di 71 milioni sulla posizione finanziaria netta (al 30 settembre negativa per 2.162,9 milioni). La partecipazione nello stabilimento di Shenzhou salirà dal 70 al 75%; contestualmente il gruppo Hixih acquisterà il 15% detenuto da Pirelli nello stabilimento di Yanzhou salendo al 25%, così le quote saranno uguali nei due investimenti (con un effetto positivo di 145 milioni); inoltre per ottimizzare la liquidità detenuta in Cina saranno distribuiti gli utili pregressi di Yanzhou (con un impatto negativo di circa 74 milioni).

Il gruppo della Bicocca, infine, per ottimizzare la struttura finanziaria ha anche dato il via libera a un nuovo programma di obbligazioni (Euro Medium Term Note) per un controvalore massimo fino a 2 miliardi di euro.