04.11.2026 Icon

La voce come marchio

E’ possibile ricorrere alla registrazione della propria voce come marchio sonoro per impedire che la stessa venga usata senza le necessarie autorizzazioni.

La tutela della voce

Sebbene la giurisprudenza tuteli la voce quale elemento costitutivo dell’identità del soggetto e sebbene sia stato recentemente introdotto il reato di deepfake, la registrazione come marchio offre una tutela ulteriore, alla quale stanno facendo ricorso numerosi personaggi pubblici.

L’obiettivo

L’obiettivo è ovviamente la creazione di uno strumento utile ad impedire l’utilizzo non autorizzato della voce, la clonazione e la manipolazione della stessa tramite l’intelligenza artificiale, nonché la diffusione di deepfake.

L’esigenza è ancor più significativa per il caso dei personaggi pubblici. Si è molto parlato, ad esempio, del fatto che la Presidente del Consiglio abbia recentemente depositato presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) una registrazione della propria voce. In questi casi, infatti, l’opportunità della protezione deriva in primo luogo dal rischio che un utilizzo non autorizzato della voce possa ingenerare quantomeno confusione nel pubblico.

Tutti possiamo poi essere vittime delle truffe poste in essere con l’utilizzo di tale tipo di deepfake.

L’opportunità della protezione

La voce possiede un’indubbia forza comunicativa e oggi, con le app di intelligenza artificiale, può essere clonata e manipolata molto facilmente.

La conseguenza è la creazione di contenuti tanto realistici quanto falsi, che possono causare ai titolari rilevanti danni patrimoniali e non patrimoniali e che spingono, dunque, a pensare a nuovi strumenti di tutela il più efficaci possibili.   

Autore Roberta Maria Pagani

Partner

Milano

r.pagani@lascalaw.com

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