Alla fine i fondi Cvc e Gbl – che attraverso la società veicolo Respighi hanno promosso un’Opa su Recordati – sono stati costretti a rilanciare: si tratta di un ritocco simbolico a 53 euro per azione, che è il 3,3% in più della prima offerta a 51,29 euro, ma comunque un passo avanti. Del resto all’Opa partita lo scorso 31 agosto, lunedì sera aveva aderito solo il 2,99% del capitale e il 49,79% in tutto, dato che il primo 46,8% l’aveva consegnato la stessa Cvc, che con un fondo
vende e con un altro compra, insieme a Gbl. Nel frattempo Respighi ha rilevato sul mercato azioni e derivati, che la porterebbe al 59% e quindi a un passo dalla soglia del 66,7% che consente di fondere il gruppo farmaceutico con il veicolo che lancia l’Opa. E così l’offerta lanciata, che originariamente sarebbe dovuta terminare il 15 ottobre, ieri è stata estesa al 23 per dare tempo agli investitori di valutare il rialzo, che a detta di Respighi sarà «l’ultimo». Tra questi c’è il fondo anglosassone Palliser, che aveva criticato il prezzo e l’Opa sia per il conflitto di interessi di Cvc, sia per il diverso metodo di analisi di Lazard (che è advisor della società) e di Rothschild (advisor degli indipendenti) che avevano raggiunto conclusioni molto differenti. Secondo Lazard il prezzo di 51,29 euro era giusto, per Rothschild invece la valutazione corretta era di 61,25 euro. Secondo Palliser Recordati dovrebbe valere almeno 60 euro per azione, per gli analisti di Banca Akros 65, per Equita 69 e infine per Intermonte 71 euro.
Per Respighi invece il premio è corretto, dato che con il rilancio a 53 euro, e il dividendo di 0,71 euro pagato il primavera, l’Opa è a premio del 16,61% rispetto alle quotazioni di Recordati dello scorso 25 marzo, ovvero prima della conferma ufficiale dell’operazione.
Per gli analisti di Equita 53 euro equivalgono a pagare un multiplo di 12,8 euro gli utili attesi al 2026, ben inferiore alla media a cui ha trattato il titolo negli ultimi 5 anni (16-20 volte gli utili). Intanto ieri in Borsa Recordati è salita dell’1,72% a 53,1 euro allineandosi alla nuova offerta: il mercato teme infatti che in tempi incerti la probabilità che Respighi salga al 67% del gruppo è alta e non vale la pena sperare in un nuovo rilancio.