07.10.2026

Pmi in difficoltà, aiuti più veloci

  • Italia Oggi

Per le pmi e le famiglie in temporanea difficoltà finanziaria i tempi di risposta per l’attivazione delle garanzie dei Confidi per accedere al credito bancario saranno più rapidi e snelli e i fondi antiusura da utilizzare a favore dei soggetti finanziariamente vulnerabili saranno protetti e isolati dai rischi della gestione ordinaria degli organismi di garanzia. Oltre alle semplificazioni sul piano operativo per i Confidi, sono state standardizzate le procedure di escussione delle garanzie “a prima richiesta” per velocizzare i tempi di liquidazione del danno a favore delle banche in caso di insolvenza del debitore. Sono le principali novità contenute nelle nuove linee guida (diffuse il 5 ottobre 2026 dall’Abi con un comunicato sul sito del Mef) per l’adeguamento delle convenzioni con Confidi, associazioni e fondazioni funzionali all’operatività della Riforma del Fondo istituito presso Il Ministero dell’economia e finanze per la prevenzione del fenomeno dell’usura (si veda ItaliaOggi di ieri). Le nuove linee guida diffuse il 5 ottobre 2026 tuttavia non sostituiscono il dm Mef 27 febbraio 2026 (nè le linee guida operative dal 15 giugno 2026) o i relativi provvedimenti attuativi, ma rappresentano lo strumento operativo e pratico per chiarire gli aspetti più strettamente operativi per dare effettiva e puntuale esecuzione alla Riforma. Mentre il dm Mef ha ridisegnato l’architettura legale ed economica del Fondo, le linee guida del 5/10/2026 forniscono i “binari operativi” bancari affinché i nuovi finanziamenti (fino a 40 mila euro per i diretti e ampliati anche a intermediari e microcredito) possano essere erogati sul territorio.

Le semplificazioni. La semplificazione operativa, uno dei pilastri della riforma e delle nuove linee guida, prevede:

– la velocizzazione dei tempi di istruttoria: viene ridotto il carico burocratico della documentazione richiesta per accelerare l’erogazione delle tutele ai soggetti vulnerabili;

– procedure di “saldo e stralcio”: le linee guida chiariscono come gestire i crediti deteriorati senza bloccare i Confidi in contenziosi infiniti, salvaguardando la natura pubblica del Fondo;

– erogazione snella del credito diretto: sono previsti minori passaggi intermedi per i finanziamenti di piccola entità gestiti direttamente dagli enti per prevenire l’esclusione finanziaria.

Sul piano procedurale sono stati inoltre definiti due schemi standard di convenzione che banche, confidi e fondazioni devono adottare per sbloccare l’accesso concreto ai finanziamenti garantiti dal rinnovato Fondo di prevenzione del fenomeno dell’usura. Si tratta del modello banche-Confidi (focalizzato sulle operazioni e i finanziamenti destinati alle pmi in temporanea difficoltà finanziaria) e del modello banche-fondazioni/associazioni antiusura (specificamente tarato sulla gestione del microcredito e dei prestiti di soccorso mirati alle famiglie e ai soggetti privati vulnerabili).

Le vecchie e nuove linee guida. Le linee guida introducono avanzamenti operativi per raccordarsi con il quadro normativo precedente attraverso specifiche novità:

a) traduzione pratica delle garanzie “a prima richiesta”: il dm 27 febbraio 2026 aveva introdotto per legge il principio delle garanzie pubbliche “a prima richiesta” e la garanzia statale di ultima istanza; più operativamente le nuove linee guida 5 ottobre 2026 standardizzano le procedure uniformi di escussione, recupero e monitoraggio nei contratti tra banche e Confidi, al fine di velocizzare i tempi di liquidazione del danno in caso di insolvenza del debitore;

b) semplificazione e digitalizzazione dei flussi operativi: le norme Mef precedenti prevedevano l’istituzione di un “Applicativo” per la gestione integralmente digitalizzata delle risorse; le nuove linee guida invece regolano nel dettaglio il coordinamento telematico tra le banche e Confidi e fondazioni per rendere l’istruttoria delle pratiche snella, riducendo i tempi di risposta per le famiglie e le pmi a rischio usura;

c) contrattualizzazione degli obblighi contabili e dei limiti prudenziali: il quadro Mef prevedeva l’obbligo tassativo per i gestori di mantenere conti separati e l’impignorabilità delle risorse pubbliche antiusura; le linee guida del 5 ottobre, invece, garantiscono che i fondi speciali antiusura siano protetti e isolati dai rischi di gestione ordinaria dei confidi.