L’ultima ad arrivare è stata Naomi Campbell. La top model britannica ha preso casa e residenza a Milano, unendosi alla schiera di milionari e miliardari che negli ultimi anni si è trasferita in Italia anche per approfittare della tassa piatta sui redditi di fonte estera.
Si stima che il totale dei beneficiari della norma varata nel 2017 sia vicino ai tremila, secondo uno studio di Assonime. «La partenza è stata lenta perché c’era molta incertezza riguardo alla tenuta politica del regime fiscale — spiega Alberica Brivio Sforza, managing director di Lombard Odier Italia, banca svizzera specializzata nella gestione dei grandi patrimoni che ha un dipartimento dedicato proprio alla pianificazione della ricchezza —. Con il passare del tempo e dei diversi governi, la misura è rimasta intatta e le persone hanno preso fiducia. Negli ultimi due o tre anni gli arrivi hanno accelerato molto e il flusso è ancora in atto».La spinta iniziale
La spinta iniziale è arrivata dalla revisione della tassazione britannica dei non residenti che ha indotto diversi banchieri, gestori di fondi di investimento ed ereditieri a lasciare il Regno Unito per Paesi più accoglienti, non solo fiscalmente.
«Chi aveva scelto mete mediorientali, adesso, a causa di sviluppi geopolitici, sta valutando altre soluzioni di lungo termine — osserva Brivio Sforza — . L’Italia è uno dei principali centri di attrazione non soltanto per la flat tax, ma anche per la qualità della vita, dell’istruzione e del contesto finanziario e professionale».L’impatto economico
Questa migrazione ha attirato molte critiche al regime fiscale, di estremo favore concesso a individui già facoltosi, in contraddizione con i principi di progressività del sistema fiscale italiano. «L’impatto sull’economia, in realtà, è positivo — sostiene Brivio Sforza —. Il gettito aggiuntivo dall’introduzione dell’imposta sostitutiva è di quasi 800 milioni, senza contare l’indotto. Queste persone hanno un tenore di vita per cui spendono più della media, l’80% di loro impiega almeno una persona e hanno investito in immobili circa quattro miliardi, fra prime e seconde case».La questione abitativa
Proprio il tema delle abitazioni è uno dei più sensibili per l’opinione pubblica, anche se la ricerca dei «ricchi migranti» si concentra su un segmento molto specifico di mercato. «Vogliono tutti proprietà di grandi dimensioni e nelle zone più prestigiose — dice Brivio Sforza —. Si è creata in poco tempo una domanda enorme per un’offerta molto limitata e c’è addirittura chi, alla fine, decide di rinunciare al trasferimento perché non trova nulla. Noi conosciamo una rete di agenti e professionisti immobiliari di cui ci fidiamo e che possono aiutarli nella ricerca».I tempi della giustizia
Non è l’unico servizio che Lombard Odier offre a queste persone, per facilitare il loro spostamento. «Lasciare un altro Paese per l’Italia è una decisione importante, specialmente per chi ha famiglia — dice la manager —. Bisogna trovare una scuola per i figli, aprire un conto corrente per le utenze domestiche e comprendere come funziona la legge italiana». Proprio questo aspetto, secondo Brivio Sforza, è uno dei punti deboli del Paese. «Se vi fossero più certezza del diritto e tempi della giustizia più veloci, credo che diversi gruppi sarebbero pronti a spostare in Italia interi rami d’azienda, utilizzando l’Italia come hub».Gli altri affari
Circa un quinto dei beneficiari della flat tax, comunque, ha costituito una società o una filiale in Italia. Si giustifica anche così il fatto che diversi fondi di private equity abbiano di recente aperto una sede a Milano per curare più da vicino sia gli investimenti sia la raccolta retail. «Arrivano persone non solo ricche ma anche, mediamente, capaci e curiose, che si integrano con gli italiani e con altri expat — dice Brivio Sforza —. Da questi incontri possono nascere ulteriori opportunità d’investimento in aziende italiane e club deal».