30.09.2026 Icon

R.C. Auto, cambia la relazione antifrode: più dati e nuovi indicatori per le imprese

Con il Regolamento n. 59 del 22 settembre 2026, IVASS aggiorna dopo oltre quattordici anni la disciplina della relazione annuale sull’attività antifrode nel ramo R.C. Auto. Il nuovo impianto sostituisce il Regolamento ISVAP n. 44 del 2012 e interviene su due direttrici: digitalizza e rende più strutturata la trasmissione delle informazioni attraverso la piattaforma INFOSTAT e amplia il patrimonio di dati richiesto alle compagnie, includendo fenomeni divenuti sempre più rilevanti, come furti d’identità, intestazioni fittizie dei veicoli e sinistri disconosciuti. L’obiettivo è disporre di informazioni più complete e comparabili, senza modificare radicalmente processi già consolidati presso le imprese.

Una relazione sempre più orientata alla qualità dell’organizzazione antifrode

La cornice normativa resta quella dell’art. 30, comma 1, del decreto-legge n. 1/2012, che impone alle imprese la trasmissione annuale di una relazione sulle attività realizzate per contrastare le frodi assicurative. Il nuovo Regolamento chiarisce però con particolare nettezza la funzione dello strumento: fornire a IVASS gli elementi necessari per valutare l’efficienza di «processi, sistemi e persone» e, quindi, l’adeguatezza dell’organizzazione aziendale rispetto all’obiettivo di prevenzione e contrasto delle frodi.

Il dato è significativo perché sposta l’attenzione dalla mera rilevazione quantitativa dei sinistri sospetti alla capacità complessiva dell’impresa di intercettare il rischio frode. La relazione diventa così anche una fotografia dell’assetto organizzativo: non conta soltanto quanti casi siano stati individuati, ma attraverso quali procedure, indicatori e strumenti informatici l’impresa sia arrivata a selezionarli e ad approfondirli.

L’ambito di applicazione comprende sia le imprese autorizzate in Italia sia quelle comunitarie operanti nel nostro Paese in libera prestazione di servizi o in regime di stabilimento e abilitate all’esercizio della R.C. Auto.

Quattro prospetti e un questionario: aumentano profondità e granularità dei dati

Il nuovo modello è composto da quattro prospetti numerici e da un questionario. Il primo raccoglie, con dettaglio anche provinciale, informazioni sui sinistri denunciati, su quelli esposti a rischio frode, sottoposti ad approfondimenti, chiusi senza seguito per effetto dell’attività antifrode, oggetto di denuncia o querela e disconosciuti. Un secondo prospetto replica sostanzialmente la rilevazione per i sinistri gestiti nell’ambito CARD. Gli ulteriori due riguardano, rispettivamente, le denunce e querele relative ai sinistri e quelle riferite ai contratti e alla documentazione contrattuale, comprese le fattispecie di annullamento per furto d’identità e intestazione fittizia.

Completa il quadro il questionario dedicato al sistema organizzativo aziendale e alle procedure, anche informatiche, utilizzate tanto nella fase assuntiva quanto nella liquidazione dei sinistri.

Proprio l’estensione della rilevazione alla fase di assunzione appare uno degli aspetti più interessanti. Il contrasto alle frodi non viene più letto soltanto nella prospettiva tradizionale del sinistro sospetto, ma anche nella dimensione preventiva della corretta identificazione del contraente e del veicolo. Furto d’identità e intestazione fittizia entrano così in modo esplicito nel patrimonio informativo utilizzato dalla vigilanza.

INFOSTAT e nuovi obblighi informativi: continuità più che rivoluzione

La relazione, approvata dall’organo amministrativo, dovrà essere trasmessa entro il 31 maggio di ogni anno. Sono inoltre previste alcune semplificazioni: le imprese che nell’esercizio abbiano gestito esclusivamente sinistri senza stipulare nuovi contratti sono esonerate dall’invio del prospetto relativo alle frodi contrattuali, mentre quelle che non abbiano esercitato il ramo non devono trasmettere i modelli.

Sul piano tecnico, la novità principale è l’utilizzo di INFOSTAT, già impiegata dalle compagnie per altre segnalazioni di vigilanza. Secondo IVASS, proprio questa preesistente familiarità con la piattaforma e la circostanza che gran parte delle nuove informazioni sia già nella disponibilità delle imprese consentono di escludere costi aggiuntivi o impatti organizzativi significativi. Per questa ragione non è stata effettuata una specifica analisi di impatto della regolamentazione.

È probabilmente questo il profilo sul quale sarà interessante verificare la disciplina nella pratica. Se, infatti, il nuovo Regolamento non sembra imporre una riorganizzazione radicale delle funzioni antifrode, la maggiore granularità dei dati e la loro strutturazione potranno richiedere alle compagnie una più rigorosa omogeneità nei criteri di classificazione e registrazione. La vera sfida sarà quindi meno nella disponibilità del dato che nella sua qualità e confrontabilità. Ed è proprio su questo terreno che il nuovo modello può diventare qualcosa di più di un adempimento regolamentare: uno strumento attraverso il quale misurare, nel tempo, l’effettiva efficacia dei presidi antifrode.

Il Regolamento abroga il Regolamento ISVAP n. 44/2012 e il Provvedimento IVASS n. 1/2013 ed entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Autore Laura Pelucchi

Partner

Milano

l.pelucchi@lascalaw.com

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